Recanati è una poesia d’autore, uno sguardo sull’oltre, un amore sospeso tra detti e non detti. È anche la città di Leopardi, del buon vivere e dell’Infinito, quello con la “i” maiuscola. Stavolta, per fortuna, senza interrogazione.
Prendi dieci persone su Instagram e chiedi loro quale dei borghi delle Marche vorrebbero visitare o si ricordano più di tutti gli altri: sai cosa ti risponderanno tutte (o quasi)? Recanati. Non chiedermi però il motivo, questo non lo so. D’altronde non penso c’entri più di tanto la popolarità trasmessa da Leopardi, quanto piuttosto l’atmosfera che si respira qui dodici mesi all’anno, sia in estate che in inverno.
Ti mostrerò ora le 10 cose più belle da vedere a Recanati durante la visita di un giorno.
Cosa vedere a Recanati
1. Palazzo Antici Mattei
Forse ricorderai le celebrazioni per il 200° anniversario della poesia L’infinito di Giacomo Leopardi, riprese anche dai media nazionali. Per Recanati un’occasione speciale, in primis per farsi conoscere da chi ancora ignorava la sua esistenza, e poi per dare lustro ad altri luoghi leopardiani rimasti a lungo tempo sotto la polvere. Tra questi figura anche il Palazzo Antici Mattei, una delle primissime attrazioni arrivando da Porta Marina e seguendo le indicazioni per la Casa di Leopardi. È l’abitazione dove nacque la marchesa Adelaide Antici, la madre del poeta. Varcato il portone d’ingresso ci si ritrova nel bel mezzo di un’antica scuderia, impreziosita dalla presenza di alcune statue provenienti direttamente dalla capitale. A volerle fu il cardinale Tommaso Antici, la cui nascita risale ai primi anni del Settecento.
2. Chiesa di Santa Maria di Montemorello
Poco più avanti ti attendono altri luoghi evocativi della figura di Leopardi a Recanati. Il primo è la Chiesa di Santa Maria di Montemorello, l’edificio religioso proteso sulla Piazzola del Sabato del Villaggio, laddove sono soliti riunirsi nei weekend della bella stagione giovani e giovanissimi. In questa chiesa Giacomo ricevette il battesimo nel 1798, poco dopo la sua nascita. La facciata esterna rimane molto semplice; lo stesso si può dire dell’interno, che presenta un’unica navata e un dipinto della Maria Vergine sopra l’altare. Lo stile rinascimentale dell’edificio risale alla seconda metà del Cinquecento, quando i fratelli Orazio e Pier Nicolò ricostruirono la chiesa preesistente originaria del Medioevo, allo scopo di donare alla famiglia una cappella privata dove andare a pregare. A distanza di quasi cinque secoli è ancora di loro proprietà.

3. Casa di Leopardi
A due passi dalla chiesa sorge la Casa di Leopardi. Qui il poeta è nato, cresciuto e vissuto fino al 1830, quando andò ad abitare a Firenze per tre anni, fino al trasferimento definitivo a Napoli: qui trovò la morte nel 1837, a soli 38 anni. Il centro di tutto è la biblioteca allestita dal padre Monaldo, dove Giacomo insieme agli altri suoi due fratelli Carlo e Paolina si immerse in quello che lui stesso definì “studio matto e disperatissimo” fin dalla tenera età. Per lui però la biblioteca rappresentava anche una finestra sulla piccola realtà di Recanati, in particolare sulla casa di Teresa Fattorini (la figlia del cocchiere, da tutti conosciuta con il nome letterario Silvia) situata al primo piano delle scuderie dove vivevano i famigli, i dipendenti dei Leopardi. Dalla biblioteca Giacomo era solito affacciarsi per ascoltare il canto della giovane ragazza sua coetanea, morta di tubercolosi all’età di soli 21 anni.

4. Piazzola del Sabato del Villaggio
Il micro-universo del periodo adolescenziale di Leopardi a Recanati è racchiuso tutto qui. D’altronde la sua casa natale si affaccia proprio sulla celebre piazzuola, resa immortale nella poesia Il sabato del villaggio:
“La donzelletta vien dalla campagna,
in sul calar del sole,
col suo fascio dell’erba, e reca in mano
un mazzolin di rose e di viole, onde, siccome suole,
ornare ella si appresta
dimani, al dì di festa, il petto e il crine.” (l’inizio della poesia scritta da Leopardi nel 1829)
Ai lati della piazza, di fronte alla chiesa, troverai uno dei simboli più affascinanti della città (e che ho scelto come immagine di copertina): una figura di donna ritratta mentre prende in braccio il figlio portandolo più in alto che può. Forse sono io troppo romantico, a livello artistico intendo, ma non trovi anche tu sia un’immagine così densa di significato da esercitare un richiamo a cui è impossibile resistere?


5. Colle dell’Infinito
Se ci hai fatto caso, non sono ancora riuscito a slegare Recanati dalla figura del suo cittadino più illustre. Prima la casa natale della madre, poi la fonte battesimale, quindi Palazzo Leopardi e la piazzuola de Il sabato del villaggio: cos’altro? I luoghi leopardiani non si esauriscono di certo qui: ne rimangono almeno altri due da citare e non sono affatto banali. Ti ricorda qualcosa “sempre caro mi fu quest’ermo colle, e questa siepe, che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude”? Il colle dell’Infinito si raggiunge con una passeggiata a piedi di neanche cinque minuti dalla chiesa, oltrepassando il Centro Nazionale di Studi Leopardiani (riconoscibile per la presenza di una statua del poeta eretta in occasione del suo primo centenario). L’Infinito, laddove Giacomo sognava “sovrumani silenzi e profondissima quiete”, è il ritratto poetico dell’orizzonte di Recanati.
Il consiglio di Viaggi e Ritratti: la postazione migliore per ammirare il panorama è all’inizio del piccolo sentiero che conduce al Viale del Colle dell’Infinito.



6. Belvedere sull’altra Recanati
Il viale inizia subito dopo terminato il breve percorso che cinge il colle tanto caro al poeta. È un luogo ideale per passeggiare in un assolato pomeriggio d’estate, magari in compagnia del partner o insieme ai propri bambini. Contrariamente a ciò che ti aspetteresti di trovare, la vista migliore non è sulle sinuose colline marchigiane ma sull’altra parte di Recanati che rimane da scoprire, dopo aver passato in rassegna i luoghi dell’infanzia (e non solo) di Leopardi.
Il consiglio di Viaggi e Ritratti: prosegui avanti lungo il viale per tornare sulla via che hai percorso all’inizio entrando da Porta Marina. Sbucherai in via Antici, nei pressi di Palazzo Antici Mattei, da qui segui poi il cartello recante la figura di un uccellino che ti condurrà a uno dei più iconici luoghi leopardiani custoditi da Recanati. Hai già capito qual è, vero?


7. Torre del Passero Solitario
Sì proprio lei, la Torre del Passero Solitario. È la torre campanaria della Chiesa di Sant’Agostino, e nella foto qui sotto scattata da Chiara è immortalata da dentro il cortile dell’edificio religioso. La prima volta che la vedrai forse non ti sembrerà così poetica da meritare una citazione nei componimenti poetici, ma i versi de Il Passero Solitario vanno ben al di là dell’edificio della torre in sé.
“D’in su la vetta della torre antica,
cantando vai finché non more il giorno;
ed erra l’armonia per questa valle.
Primavera d’intorno
brilla nell’aria, e per li campi esulta,
sì ch’a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
gli altri augelli contenti, a gara insieme
per lo libero ciel fan mille giri,
pur festeggiando il lor tempo migliore:
tu pensoso in disparte il tutto miri;
non compagni, non voli,
non ti cal d’allegria, schivi gli passi;
canti, e così trapassi
dell’anno e di tua vita il più bel fiore.”


8. Le poesie di Giacomo Leopardi
Passeggiando per le strade del centro storico di Recanati troverai disseminati qui e là cartelli riportanti i versi delle poesie leopardiane più famose. Gli stessi componimenti che hanno consentito a Giacomo Leopardi di essere eletto come poeta italiano più importante dell’Ottocento, e tra i massimi esponenti del Romanticismo a livello internazionale. Se hai la passione per la poesia e per letteratura romantica più in generale, Recanati è la città ideale per eccellenza.
Il consiglio di Viaggi e Ritratti: lo so che sto per scrivere il mio tip più controverso tra tutti quelli presenti nel blog, ma voglio ugualmente rischiare. Se sei a corto di idee su dove festeggiare San Valentino prendi in considerazione la città di Leopardi, soprattutto se siete una coppia d’innamorati dotata di una spiccata sensibilità.



9. Palazzo Venieri
Prima di concludere in bellezza l’itinerario a piedi nella piazza centrale, entra nel cortile di Palazzo Venieri e affacciati dal “balconcino” sotto la torre dell’orologio per godere di un panorama eccezionale sulle colline intorno. Se ti è possibile, arriva prima del tramonto se vuoi vivere appieno il paesaggio (soprattutto se non hai ancora fatto l’abitudine alle cartoline delle Marche).
Curiosità: anche Palazzo Venieri è collegato alla figura del più illustre cittadino essendo la sede del Liceo “Giacomo Leopardi”; qui studiano gli allievi del liceo classico e del liceo delle scienze umane.


10. Piazza Giacomo Leopardi
Come promesso, è arrivato il momento del meritato relax nella piazza intitolata al celeberrimo poeta. Prima però di ordinare un aperitivo in uno dei tanti locali qui presenti, gira in lungo e largo la piazza che ospita oltre alla statua di Giacomo Leopardi anche uno dei simboli della città: la torre del Borgo, eretta nel XII secolo e sede del MUREC, il museo di Recanati. In origine era collegata al Palazzo Comunale del Quattrocento, ma restò isolata dopo la decisione di abbattere l’edificio del comune nella seconda metà del XIX secolo.
Il consiglio di Viaggi e Ritratti: nel mese di dicembre le luci e l’albero di Natale restituiscono alla piazza un’atmosfera magica. Se hai intenzione di venire qui in inverno per le festività di fine anno, ti invito a seguire il mio itinerario e di dedicare l’ultima parte della visita alla piazza quando il sole è già tramontato e le luci accese. Sono sicuro che non te ne pentirai, anzi.


Se hai un dubbio o una domanda sulla visita di Recanati lascia pure un commento, ti risponderò il prima possibile.
Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2025
Federico Pisanu
Federico Pisanu è un travel blogger. Nasce a Cagliari il 22 aprile 1988, dove cresce tra versioni di greco, poesie noir e partite di basket. Dopo il diploma al liceo classico e gli studi universitari in Lettere Classiche, si trasferisce nelle Marche: qui inizia un nuovo capitolo della sua vita insieme a Chiara, tra borghi marchigiani, gatti sprezzanti del pericolo e tanti viaggi all'estero. Nel 2018 ha fondato il travel blog Viaggi e Ritratti, unendo così tre passioni: viaggi, scrittura e aiutare il prossimo.
