Del mio primo viaggio in Val Venosta ricordo con estremo piacere la visita all’Abbazia di Monte Maria, che ho ammirato per la primissima volta mentre da Burgusio salivo con la macchina in direzione della minuscola frazione di Slingia, situata ancora più in alto.

L’Abbazia di Monte Maria è nota anche per essere il monastero benedettino più alto d’Europa, con i suoi 1335 metri d’altitudine. Dalla sua posizione l’edificio religioso domina gran parte dell’Alta Venosta, offrendo un’invidiabile vista sull’abitato di Malles, il centro principale della valle.

In questo articolo ti parlerò brevemente della storia dell’abbazia, per poi mostrarti alcune delle foto che ho scattato durante la mia visita.

Cenni storici

Come riporta il sito ufficiale, la fondazione risale agli inizi del XII secolo, su volontà dei nobili di Tarasp, località situata nel Cantone dei Grigioni. Dopo circa 500 anni, a seguito della peste nera e delle pesanti ricadute in termini di vite umane tra gli stessi monaci, l’abbazia fu sul punto di chiudere, ma il Papa e l’allora governo del Tirolo si opposero con fermezza all’eventualità che l’edificio religioso interrompesse il percorso spirituale intrapreso un paio di secoli prima.

A regalarle nuovo slancio ci pensò l’abate Matthias Lang, che ebbe grandi meriti nella rinascita vissuta a partire dai primi del XVII secolo, come testimonia la crescita considerevole dei monaci presenti nel monastero. Inoltre, è degna di nota l’istituzione nel 1724 del ginnasio umanistico presso la città di Merano, che sarebbe poi diventato nel corso dell’Ottocento un importante centro di cultura.

Quando tutto sembrava procedere per il verso giusto, ecco arrivare un nuovo stop. Nel 1807, infatti, nel bel mezzo delle guerre napoleoniche, il governo della Baviera ordinò la chiusura dell’Abbazia di Monte Maria, con il conseguente allontanamento dei suoi monaci e la serrata del ginnasio. Si trattò comunque di un’interruzione momentanea, giusto il tempo che terminasse la folgorante parabola di Napoleone e Francesco I d’Austria ristabilisse la situazione di prima.

Il monastero conobbe poi l’ultimo periodo buio della sua storia in epoca fascista. Successivamente, terminata la seconda guerra mondiale, l’abbazia benedettina tornò a risplendere, per la gioia degli abitanti locali e dei tanti turisti che ogni anno accorrono fin qui per visitarla. Così, dopo tante peripezie attraversate nel corso dei secoli, si è finalmente trovata un’agognata stabilità: oggi infatti il complesso religioso appartiene alla Congregazione benedettina della Svizzera.

Le attrazioni principali del monastero

L’attrazione più importante dell’Abbazia di Monte Maria è la chiesa, che risale alla fine del XII secolo. Quando entri noti subito che si distingue per un largo uso dello stile barocco, conseguenza dei lavori di ristrutturazione voluti nella prima metà del Seicento dall’abate Jakob Grafinger, mentre le decorazioni rinascimentali sono opera dell’artista Florian Nuth e del gesuita Paul Bock.

E se l’ingresso nella chiesa regala senz’altro un certo effetto, o almeno questa è stata la mia sensazione la prima volta che ho varcato l’entrata, la meraviglia è altrettanto grande quando arrivi nella cripta, luogo presente fin dalla fondazione dell’abbazia e in cui i monaci celebravano la messa. Inevitabilmente lo sguardo viene catturato dalla bellezza degli affreschi, tra le massime espressioni dell’arte romanica lungo tutto l’arco alpino.

Prima di concludere aggiungo soltanto una piccola curiosità: rispetto al passato, oggi la Santa Messa si svolge nella chiesa barocca, mentre nella cripta i monaci sono soliti riunirsi per la preghiera del tramonto, meglio conosciuta con il nome di vespri.

Abbazia di Monte Maria e dintorni

Infine, ecco una lista delle località più interessanti qui vicino:

E con questo è davvero tutto, la mia guida sull’Abbazia di Monte Maria termina qui: per qualsiasi dubbio o domanda lascia pure un commento, ti risponderò il prima possibile.