La prima volta che ho visto il lago di Resia avevo sì e no 16-17 anni, ti parlo quindi dei primi anni Duemila, quando ancora la Nazionale di calcio italiana doveva salire sul tetto del mondo, per intenderci. Abitavo in Sardegna, e mi ricordo che mentre scorrevo le immagini per scegliere lo sfondo del computer rimasi stupito dal fascino di questo lago, con al centro un campanile sommerso: la scelta fu inevitabile.

Allora non potevo immaginare quale fosse la storia del lago di Resia, né tantomeno cosa ci facesse lì quel campanile. Per la verità, non ebbi nemmeno la curiosità di cercare su Internet, mi era sufficiente soltanto sapere che esisteva un luogo simile, per giunta in Italia.

Da quella “prima volta” sono trascorsi altri sedici anni: oggi posso finalmente dire di aver visto con i miei occhi quel lago di cui mi ero innamorato da piccolo, e confermare in toto il suo potere di attrazione. Che ne dici se ti racconto la vera storia che c’è dietro?

Il lago di Resia e il suo campanile sommerso

Il lago di Resia e la sua storia

La vita degli abitanti della vecchia Curon e del loro piccolo lago procedette tranquilla fino ai primi anni del Novecento, quando lo sviluppo industriale arrivò a bussare alla loro porta. Inizialmente fu un’idea dell’Impero austro-ungarico quella di costruire un bacino artificiale per la produzione di energia elettrica, progetto che al termine della prima guerra mondiale venne ripreso dal governo italiano.

Nell’ordine delle idee della dittatura fascista, l’acqua del lago di Resia e del lago di Curon sarebbe stata utile per sostenere il fabbisogno di energia richiesto dalle industrie della Pianura Padana, insieme ovviamente all’acqua di tanti altri laghi dell’arco alpino. Ad aggiudicarsi i permessi per la realizzazione del lago artificiale fu l’azienda Montecatini (la futura Montedison), che stravolse però il progetto originario.

Infatti, all’inizio degli anni Venti, subito dopo l’annessione dell’Alto Adige all’Italia, era previsto un innalzamento del livello d’acqua fino a 5 metri, tale dunque da non mettere in pericolo l’esistenza dei paesi montani di Curon e Resia. Alla fine degli anni Trenta, invece, in piena epoca fascista, la Montecatini alzò l’asticella fino a 22 metri: di fatto, ciò significava la cancellazione dei piccoli paesi di allora che si affacciavano sui due laghi.

Il progetto si concretizzò nel 1950, cinque anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, tra lo sconcerto della popolazione: oltre 100 famiglie persero tutto ciò che avevano, dalle abitazioni ai terreni, ricevendo in cambio un misero indennizzo che non bastò loro nemmeno per il trasferimento. La vecchia Curon venne rasa al suolo, ad eccezione appunto del campanile romanico della Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria risalente al Trecento, poiché sotto la tutela delle Belle Arti.

A nulla servirono le proteste degli abitanti locali, né tantomeno di Alfred Rieper, il parroco di Curon, che in una storica udienza papale denunciò quanto stava per accadere. La seguente costruzione della nuova Curon Venosta non fu altro che una magra consolazione: soltanto trenta famiglie decisero di trasferirsi in via definitiva nelle case costruite a tempi record dalla S.I.A., impresa sempre collegata alla Montecatini.

Se hai interesse ad approfondire ulteriormente l’argomento, ti invito alla lettura di un articolo scritto da Kurt Ziernhöld.

La leggenda del campanile del lago di Resia

Nel corso degli anni, intorno al campanile sommerso del lago di Resia è nata una sinistra leggenda. La tradizione popolare racconta infatti che nelle fredde notti d’inverno si possono sentire ancora suonare le campane. Da questa stessa leggenda ha tratto ispirazione la serie televisiva Curon, trasmessa in esclusiva su Netflix a partire da giugno 2020.

In realtà le campane non sono più lì da oltre mezzo secolo, essendo state rimosse dal campanile nell’estate del 1950, poco prima che la vecchia Curon venisse cancellata per sempre: si tratta dunque di una semplice suggestione, che però non fa altro che aumentare il fascino di un luogo unico e immortale.

P.S.: se hai visto il lago di Resia soltanto in televisione o in foto potresti farti l’idea (sbagliata) che il campanile si trovi in mezzo al bacino d’acqua artificiale. Non appena arrivi, invece, ti accorgi che il campanile della vecchia Chiesa parrocchiale di Curon è molto più vicino alla terraferma di quanto pensavi, tanto che quando sei ancora in macchina lo riesci a vedere soltanto dopo aver raggiunto il centro abitato di Curon.

Cosa vedere vicino al lago di Resia

Ti lascio ora una lista di luoghi interessanti da vedere qui vicino:

E con questo è davvero tutto: se hai una domanda o un dubbio sulla visita al lago di Resia lascia pure un commento, ti risponderò il prima possibile.