Castel Trosino è un antico borgo medievale di Ascoli Piceno, nelle Marche. Si distingue dagli altri borghi presenti in zona non tanto per il centro in sé, quanto per le sue attrazioni naturali, storiche e…a quattro zampe.

Chiara ed io abbiamo scelto di visitare Castel Trosino a inizio novembre, giusto in tempo per ammirare il piccolo paese del Piceno con la palette cromatica del foliage. Una decisione che, col senno di poi, forse non rifaremmo. Meglio forse l’estate, il periodo migliore per godersi le cascate e le altre attrattive nei dintorni.

Te ne parlo meglio nelle righe che seguono, dove ti mostrerò le 5 cose più belle da fare e vedere a Castel Trosino.

Cosa fare e vedere a Castel Trosino

1. Camminare di qua e di là dentro il borgo antico

Come tutti i borghi antichi che si rispettino, anche Castel Trosino ha la sua porta medievale di accesso alla parte più antica del paese. Il borgo si visita molto velocemente, date le sue dimensioni in miniatura, tra piccole casette in pietra, tavole addobbate a festa e un balcone naturale che si affaccia su un panorama capace sempre di emozionare.

L’edificio più famoso è la Casa della Regina, posizionata a pochi passi dalla scalinata che conduce alla chiesa di San Lorenzo Martire e al “balcone”. È nota anche come Casa di Re Manfrì, perché si ritiene che in passato fosse stata l’abitazione di Manfredi, ultimo sovrano della dinastia sveva che governò il Regno di Sicilia e figlio illegittimo dell’imperatore Federico II di Svevia.

Curiosità: per la verità c’è anche una seconda leggenda sulla Casa di Re Manfrì, secondo la quale nell’edificio abitava una bellissima fanciulla di cui Manfredi si innamorò perdutamente. Ben presto tra i due scoppiò una passione travolgente che sfociò in un’intensa quanto breve storia d’amore. Da qui l’appellativo di Casa della Regina.

Casa della Regina di Castel Trosino

2. Giocare con il piccolo Perry

“Il piccolo Perry” è il nome che Chiara ha assegnato alla mascotte di Castel Trosino, un simpaticissimo bastardino che andava incontro a qualsiasi visitatore prima ancora di varcare la porta di accesso al borgo. Di gran lunga l’elemento più vitale del paese, da preservare con cura, che vorremo restasse per sempre, anche se sappiamo che questo non è possibile.

Ti saluterà non appena ti avvicinerai all’ingresso, ti accompagnerà idealmente per mano tra le vie del borgo, ti mostrerà il suo volto felice di eterno Peter Pan. E tu lo seguirai con tutto l’amore di questo mondo, gli vorrai bene dopo pochi istanti, giocherai con lui in un giardino incantato con in faccia un po’ di sole.

3. Scoprire la vicina Necropoli longobarda

Con un pizzico di fortuna, “il piccolo Perry” ti indicherà anche la via per raggiungere in meno di 10 minuti la Necropoli longobarda di Castel Trosino. Il segnavia si trova proprio di fronte all’area di parcheggio, con il sentiero che si inoltra lungo un percorso in terra battuta. Il punto più difficile è un tratto in discesa in forte pendenza, reso ancora più insidioso quando piove. La bella notizia è che è tutto sommato breve. Non solo, perché non appena finisce la discesa si è praticamente arrivati.

La Necropoli longobarda ti dà il benvenuto con una suggestiva ricostruzione di sepoltura di un guerriero longobardo: quattro soldati in semi-cerchio, insieme alla vedova dell’uomo scomparso, tutti e cinque prostrati dinnanzi alla salma. Poco più avanti invece i resti della necropoli vera e propria, rinvenuta per caso alla fine dell’Ottocento. I Longobardi si insediarono in questa località durante il Medioevo, dopo che Ascoli entrò a far parte del Ducato di Spoleto.

Consiglio: per evitare il tratto più difficile del sentiero che conduce alla Necropoli, anziché seguire il segnavia “ufficiale” prosegui per circa 100-150 metri sulla strada (lasciandoti alle spalle il borgo), fino a quando non trovi l’inizio di un sentiero (non segnalato) in leggera salita. Non è altro che una scorciatoia per arrivare più velocemente e senza alcuna difficoltà al sito archeologico.

Necropoli longobarda di Castel Trosino

4. Rinfrescarsi alle cascate di Castel Trosino

Sotto Castel Trosino scorre il torrente Castellano, affluente del fiume Tronto. Prima di terminare la sua corsa nei pressi della Cartiera Papale di Ascoli, il Castellano dà vita alle cascate di Castel Trosino, frequentate soprattutto nelle giornate estive più calde.

Per arrivare alle cascate procedi avanti dopo il borgo per altri 800 metri circa, poi svolta a destra su una strada sterrata in discesa e da lì prosegui a piedi per altri 10-15 minuti, lungo un sentiero stretto che conduce a una sorgente d’acqua verde limpidissima. È qui che fanno il bagno le tante persone che in estate raggiungono le cascatelle, regalandosi un refrigerio introvabile altrove.

Importante: non ci sono indicazioni per arrivare alle cascate, né dal borgo né lungo il percorso. Se imposti però il navigatore scegliendo come meta finale le cascatelle di Castel Trosino, Google Maps ti dirà correttamente di girare nella strada sterrata. Il giorno che Chiara ed io abbiamo visitato Castel Trosino, quando ci siamo diretti alle cascate abbiamo trovato un cartello che riportava una deviazione nel punto esatto dove avremmo dovuto girare. Morale delle favola? Non ci siamo più andati, perché ormai era quasi l’ora di pranzo e avevamo già prenotato in un ristorante non lontano da qui. In ogni caso, per esperienza personale ti consigliamo di andare direttamente a piedi dal borgo: quel giorno avevamo calcolato circa 24 minuti per raggiungere le cascate, per come poi è finita sarebbe stato molto meglio meglio se ci fossimo incamminati a piedi.

Cascate di Castel Trosino
Le cascate di Castel Trosino | Foto di Worldorgs

5. Ammirare il bellissimo ponte di Tasso

Un po’ più lontano rispetto alle cascate, il ponte di Tasso (e relativa cascata) è l’altra destinazione da non perdere se scegli di visitare il borgo di Castel Trosino. Te ne parlo con rammarico perché – come successo per le cascate – con Chiara ci siamo bruciati anche questa tappa. Stavolta non c’entrano niente le interruzioni improvvise o l’impraticabilità della strada, ma solo una diretta conseguenza del fatto di aver perso tempo nel capire come arrivare alle cascatelle per poi non esserci andati più a causa del poco tempo a disposizione.

Queste le indicazioni che mi ero segnato prima di partire: supera la Cartiera Papale di Ascoli, quindi imbocca la strada provinciale Valle Castellana e poco dopo svolta a destra, all’altezza di un cartello che indica Castel Trosino e un percorso per cicloamatori (segnavia numero 1 su sfondo giallo). Lo so, non è forse il massimo della precisione, per questo motivo qui sotto trovi una mappa con il punto esatto dove svoltare con la macchina e avvicinarti così al ponte.

Ponte di Tasso
Il ponte di Tasso | Foto di FAI (Fondo Ambiente Italiano)

Nei dintorni di Castel Trosino


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