Ripatransone è un piccolo borgo della provincia di Ascoli Piceno, meritevole della bandiera arancione del Touring Club Italiano. Conosciuta con gli appellativi di “città del sollievo” e “belvedere del Piceno”, vanta una posizione davvero invidiabile dall’alto dei suoi 494 metri d’altitudine. Oltre però a regalare vasti orizzonti, sa anche sorprendere i suoi visitatori con spazi così angusti da entrare di diritto nel Guinness dei primati.

Queste prime righe ti hanno incuriosito? Di seguito di racconto meglio cosa fare e vedere a Ripatransone.

1. Esplorare il centro storico di Ripatransone

Le dimensioni contenute del borgo di Ripatransone rendono la visita al centro storico ancora più semplice. La soluzione migliore è passeggiare lungo corso Vittorio Emanuele, che attraversa la città da piazza XX Settembre fino alla chiesa di Santa Maria della Valle.

Piazza XX Settembre, oltre la sede del comune, ospita il teatro storico Luigi Mercantini e il Museo Civico Archeologico Cesare Cellini. L’offerta museale è completata poi dal Museo Vescovile di Arte Sacra, il Polo Museale di Palazzo Bonomi Gera, il Museo della Civiltà Contadina e Artigiana (nella cripta della chiesa di San Filippo) e il Museo e Bottega delle Sculture in legno (in piazza Matteotti).

Su corso Vittorio Emanuele si affaccia infine il Duomo, la concattedrale dei santi Gregorio Magno e Margherita. La costruzione dell’edificio risale alla fine del Cinquecento, e al suo interno si possono ammirare i dipinti dei fratelli Marcantonio e Michelangelo Bedini.

2. Attraversare il vicolo più stretto d’Italia

Ebbene sì, Ripatransone è nel Guinness dei primati per annoverare tra le sue vie il vicolo più stretto d’Italia, largo solamente 43 cm.

Si trova poco distante dalla chiesa di San Rocco, in una delle tante viuzze parallele al corso principale, ed è segnalato da alcuni cartelli che riportano con orgoglio il singolare primato.

Una curiosità: se lo attraversi dalla parte superiore, noterai che si restringe soprattutto alla fine, quasi a creare una sorta di effetto a imbuto; al contrario, se inizi a percorrerlo dalla parte inferiore, avrai la sensazione che si stia allargando.

Aggiungo soltanto che mi ha ricordato tantissimo il vicolo del “fazzoletto” ammirato a Cordoba, in Spagna, che ha la fama di essere una delle vie più strette di tutta Europa.

3. Scendere la scalinata di via Margherita

A Ripatransone, poi, di certo non mancano i punti panoramici. Un esempio perfetto è la scalinata di via Margherita, non lontana dal vicolo appena descritto.

Romantica, elegante, speciale: sono tanti gli aggettivi che si possono accostare a uno dei luoghi simbolo della “città del sollievo”. Il suo profilo è reso ancora più inconfondibile dalla cupola della chiesa dei Santi Benigno e Michele Arcangelo, ultimo baluardo tra il borgo e il mare Adriatico in lontananza.

Perfino gli americani sono rimasti incantati da tale bellezza, tanto che Away Travel, noto rivenditore americano di valigie e accessori da viaggio, l’ha voluta come protagonista di una sua pubblicità.

4. Ammirare un panorama ineguagliabile

Se un po’ mi conosci, o comunque ti è capitato di leggere Viaggi e Ritratti altre volte, dovresti sapere quanto io ami la natura. Del resto, delle Marche mi sono innamorato guardando fuori dal finestrino del treno che mi portò qui la prima volta.

Lo stesso paesaggio di allora l’ho rivisto a Ripatransone, reso ancora più sublime da una veduta d’insieme spettacolare. E mi piace pensare che l’epiteto “città del sollievo” si riferisca all’effetto che il belvedere ha sulle persone, quelle arrivate fin quassù per crogiolarsi in uno spazio infinito.

Insieme alla scalinata di via Margherita, ti consiglio di provare quest’altri tre punti panoramici: il giardino dell’area ex Acli, il colle Nicolò (vista sul borgo) e la circonvallazione che delimita il centro storico.

Secondo me il panorama migliore lo si vede dalla circonvallazione: l’abbraccio dei monti Sibillini a ovest, il maestoso Gran Sasso a sud e l’onnipresente monte Conero a nord. E nelle giornate più terse potresti riuscire addirittura a vedere il profilo del Gargano a sud.

5. Partecipare alla festa del Cavallo di fuoco

A regalare le ultime emozioni ci pensa il Cavallo di fuoco, una rievocazione storica che si celebra a Ripatransone nel giornata dell’Ottava di Pasqua, ottavo giorno del tempo pasquale.

Si tratta di uno spettacolo pirotecnico altamente suggestivo, che richiama ogni anno centinaia di persone da tutte le regioni italiane. Non a caso, fa anche parte dell’elenco di feste incluse nel Patrimonio d’Italia per la tradizione.

Tutto nacque nel 1682, quando un anonimo fuochista originario di Atri regalò ai ripani (così si chiamano gli abitanti di Ripatransone) un sorprendente fuori programma: in sella al suo cavallo «girò più volte la piazza buttando sempre raggi e altre bizzarrie composte di bitume e altre simili materie incendiarie. Pareva giusto un Plutone quando sopra un cavallo di fuoco uscì dal monte Vesuvio a rapire la figlia di Cerere», scrisse il marchese Filippo Bruti Liberati.

L’anno seguente i ripani scelsero di rievocare lo spettacolo del Cavallo di fuoco, e da allora non hanno più smesso. Se vuoi saperne di più, visita il sito ufficiale della manifestazione.

Cosa vedere vicino a Ripatransone

In conclusione, ecco alcuni luoghi d’interesse da visitare nei dintorni: