Braccano è un pittoresco borgo del comune di Matelica in provincia di Macerata, famoso per i suoi murales. La maggior parte delle case contribuisce a rendere il paese un libro fotografico tutto da sfogliare, dove le pagine si trasformano in stradine senza tempo e le foto vengono sostituite dai dipinti di artisti dei nostri giorni.

Inoltre Braccano si riempie ogni anno di centinaia di persone tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre in occasione del foliage, essendo immersa nella lussureggiante Valle di Roti, che figura tra le mete consigliate da Destinazione Marche per assistere al caratteristico fenomeno autunnale: d’altronde nelle immediate vicinanze si trovano il monte San Vicino e la spettacolare faggeta di Canfaito, due luoghi simbolo di questa stagione.

Ma Braccano è anche il luogo di partenza per due escursioni che anno dopo anno stanno raccogliendo notevoli consensi tra i visitatori: la prima porta alla gola di Jana (qui l’approfondimento), la seconda invece all’abbazia di Roti. Di entrambe te ne parlo però più avanti, prima permettimi di condividere i murales più belli incontrati durante la veloce visita al paese, un’esperienza che ti stra-consiglio di fare se ti trovi da queste parti.

I murales di Braccano

All’inizio quasi non ti accorgi di quanti murales popolino Braccano, un po’ perché l’occhio non è abituato ad accoglierne talmente tanti in uno spazio così ristretto, un po’ perché alcuni sono disegnati in delle parti impensabili che non ti aspetteresti. Eccone una prima carrellata.

E ancora un’altra.

I murales risalgono all’inizio degli anni Duemila, quando alcuni studenti dell’Accademia di Brera e di Macerata, in collaborazione con altri artisti provenienti dall’estero, realizzarono oltre 60 disegni sulle facciate delle abitazioni e nei muretti, donando così alla frazione di Matelica una nuova esistenza. Da allora infatti è conosciuta come il paese dei murales, e sono migliaia i turisti che arrivano ogni anno per visitare il borgo all’ombra del monte San Vicino.

Il murales floreale a Braccano

Il murales l'America a Braccano

Tip: esplora il paesino in ogni suo angolo più nascosto, non solo lungo la via principale dove è presente anche il bar ristoro Il Murales, dove comunque ti consiglio di fermarti anche solo per ordinare un delizioso panino con ciauscolo e formaggio che potrai mangiare in uno dei tavoli all’aperto del locale o su una delle tante panchine presenti nel borgo.

I sentieri di Braccano

Come ti dicevo all’inizio, Braccano è anche il luogo di partenza di diversi sentieri, segnalati in modo preciso dal sito ufficiale del borgo, su tutti quello della gola di Jana e dell’abbazia di Roti. Per una panoramica completa però, ti suggerisco di fare affidamento a questa sezione del sito della Riserva naturale del monte San Vicino, dove vengono descritti con dovizia di particolari quattro percorsi:

  • 167 Fosso del Fugnolo – Acqua dell’Olmo
  • 168 Sentiero Francescano – Roti
  • 168 A Gola di Jana
  • 168 D Monumento del Capitano – Roti

Gola di Jana

L’attrazione naturale più vicina all’abitato di Braccano è la gola di Jana, una spettacolare forra situata alle pendici del monte San Vicino: partendo dal borgo prosegui lungo la stradina che riporta le indicazioni per l’abbazia di Roti, quindi dopo 10-15 minuti di cammino arriverai al punto esatto dove inizia il sentiero 168 A per la gola; il cartello riporta una distanza di 20 minuti, in realtà raggiungerai la destinazione in minor tempo (calcola all’incirca 25 minuti dal borgo).

Il sentiero verso la gola di Jana

Abbazia di Roti

La stessa stradina sterrata che prosegue dopo il borgo di Braccano porta anche all’abbazia di Roti risalente agli inizi dell’XI secolo, il cui sentiero (168) è segnalato nel punto in cui è presente il segnavia 168 A della gola di Jana: mentre per la gola si gira però a sinistra, per l’antico monastero benedettino si prosegue dritti lungo il percorso francescano (la distanza riportata sul segnavia è pari a 50 minuti).

Tip: se hai poco tempo a disposizione, puoi avvicinarti con la macchina coprendo circa metà del percorso. Tieni conto però che la strada si restringe in numerosi tratti, tanto che già all’inizio del paese potresti incontrare alcune difficoltà, e quando dovrai lasciare l’auto per poi proseguire a piedi troverai un “parcheggio” che riesce a contenere soltanto poche vetture. Se dunque vieni qui in un fine settimana molto affollato, ti sconsiglio vivamente di usare l’auto.

Braccano e dintorni

Cerreto d’Esi

Nello stesso giorno puoi visitare Cerreto d’Esi e il suo suggestivo centro storico, con la distanza da Braccano che è inferiore ai 10 km, quindi puoi tranquillamente aggiungerla come ulteriore tappa del tuo itinerario di giornata. A me ha colpito soprattutto per il suo aspetto cupo, eredità del terremoto del Centro Italia di un paio di anni fa che ha distrutto interi paesi.

Un vicolo stretto del centro storico di Cerreto d'Esi

Elcito

Proseguendo invece sulla strada che conduce alla faggeta di Canfaito, dopo un paio di km raggiungerai l’affascinante borgo di Elcito arroccato su uno sperone a oltre 800 metri d’altitudine e per questo soprannominato Tibet delle Marche: è uno dei paesi dove torno con più piacere, penso proprio di essermene innamorato.

Il borgo di Elcito

Esanatoglia

Avendo sempre come punto di partenza la frazione di Braccano, ti consiglio di visitare Esanatoglia, il paese dei sette campanili, distante da qui circa un quarto d’ora di macchina: lo ricordo sempre con grande affetto, anche perché mi (ci) aspettano ancora una coppia simpaticissima conosciuta durante un Capodanno a Vienna, a cui avevo promesso che sarei andato a trovarli in primavera per fare una bella escursione tutti insieme.

P.S.: costi quel che costi manterrò la promessa.

In alternativa ti suggerisco di prendere in considerazione la visita al paese della carta di Pioraco.

Conclusioni

Bene, con questa mia guida su Braccano mi auguro di averti aiutato a scoprire un luogo poco conosciuto delle Marche ma ugualmente di grande fascino. Se hai un dubbio o una domanda lascia pure un commento qui sotto, ti risponderò il prima possibile.