Elcito, il borgo del silenzio nelle Marche

Elcito

Elcito è un luogo di silenzi sublimi. Se ne sta sospeso su una rocca, in perenne lotta con l’incedere del tempo, mentre saluta a uno a uno i propri figli. Intorno a sé, per estensione letteraria, vede la natura raggiungere lo stato della perfezione, tra vette rotonde e colline dipinte da una mente superiore. In una sola parola: poesia.

La nascita di Elcito risale al XII secolo, quando un gruppo di monaci benedettini costruì il castello di Elcito, a difesa della vicina abbazia di Santa Maria in Valfucina. Nel corso della storia, l’antico castello medievale è sempre stato abitato da famiglie povere, dedite al pascolo del bestiame e alla coltivazione del terreno. Oggi le tracce del suo dna sono ancora visibili nelle umili case in pietra e nella fierezza dei pochi abitanti rimasti, in aperta sfida ad inverni tumultuosi e silenzi irreali.

Stai pensando di organizzare una visita da queste parti? Scopri allora le cose da fare e vedere a Elcito, ribattezzato il borgo del silenzio.

Cosa fare a Elcito


1. Passeggia tra le piccole case in pietra

Il borgo di Elcito è raccolto alle spalle di una piccola piazza centrale, dove sorge la chiesa di San Rocco. Ad attenderti ci saranno numerose piccole case in pietra, unite le une alle altre in una sorta di abbraccio collettivo, quasi a testimoniare la volontà di restare idealmente insieme per contrastare l’abbandono dei vecchi abitanti e le rigide temperature della stagione invernale. Soltanto alcune di loro ospitano effettivamente ancora delle persone (ne sono rimaste una decina), tutte le altre invece sono abbandonate a se stesse e all’incuria del tempo.

Case in pietra di Elcito
Il borgo di Elcito

2. Contempla l’altopiano di Canfaito e il Monte San Vicino

Lo sperone di roccia su cui sorge Elcito, alto poco più di 800 metri, offre una posizione invidiabile per ammirare l’altopiano di Canfaito e il Monte San Vicino, rispettivamente alla tua sinistra e alla tua destra volgendo lo sguardo in direzione sud. Non solo, perché ai piedi di Canfaito vedrai anche un piccolo agglomerato di case coloniche: è quanto resta della vecchia abbazia di Valfucina, costruita dall’ordine benedettino agli inizi dell’XI secolo (qualche anno più tardi gli stessi monaci fondarono il castello di Elcito a protezione dell’abbazia). Nella direzione opposta, invece, lo sguardo si perderà tra le colline della valle di San Clemente, che ha come suo centro principale la città di Apiro.

Vista su Canfaito e Monte San Vicino da Elcito (insieme a Chiara)
Vista sull'abbazia di Valfucina e Canfaito da Elcito

3. Scopri la vita dei vecchi abitanti

La visita di Elcito viene interrotta di tanto in tanto dalle foto dei vecchi abitanti del borgo immortalate sulle pareti in pietra. Ciascuna immagine include una didascalia, attraverso cui vengono fornite preziose informazioni sulla vita condotta dalle persone che un tempo abitavano qui. Il vecchio forno dove si faceva il pane è soltanto una delle storie da scoprire sul passato del castello medievale, destinato a trasformarsi in un paese fantasma nel prossimo futuro (ma la speranza è che ciò avvenga il più tardi possibile). Oggi a raccontare la sua storia non sono rimasti che alcuni cartelli disseminati qui e là tra le stradine lastricate e un interessante documento scritto da Claudio Cicconi disponibile a questo link.

I vecchi abitanti di Elcito
Panorama da una feritoia del borgo di Elcito

4. Partecipa alla festa di San Rocco e agli altri eventi estivi

Il 16 agosto si celebra la festa di San Rocco, patrono di Elcito. L’evento, organizzato dall’associazione Pro Elcito (qui il sito ufficiale), vede la partecipazione di un nutrito gruppo di persone. Può essere l’occasione perfetta non solo per visitare l’antico borgo medievale, ma anche per conoscere e fare una chiacchierata con quei pochi abitanti rimasti a vivere qui, preferendo la pace di un luogo solitario alle comodità della vita frenetica di città. Oltre ai festeggiamenti per San Rocco, nel mese di giugno si svolgono le Feste Medievali, patrocinate dall’associazione Palio dei Castelli (link al sito), mentre da inizio luglio a fine agosto Elcito è solita ospitare una tappa del San Severino Blues Marche Festival (collegamento al sito).

5. Percorri il sentiero che conduce a Canfaito

Da Elcito inizia un sentiero ad anello che a metà percorso, superata l’abbazia di Valfucina, porta alla faggeta di Canfaito. Proseguendo nel trekking, prima di fare ritorno alla base, vengono attraversati nell’ordine Monte Faldobono e Monte la Pereta. Il sentiero è contrassegnato da un grado di difficoltà E (solo per escursionisti) e ha una lunghezza totale di 12 km con un dislivello di 700 metri (per completarlo si stima un tempo di poco inferiore alle 4 ore). Se lo ritieni troppo difficile per le tue possibilità, ti invito a considerare di fare soltanto la prima parte del sentiero, quello che conduce al monumento di Canfaito passando per l’abbazia di Santa Maria in Valfucina.

Panorama su Canfaito da Elcito

Consigli pratici sulla visita a Elcito


Dove parcheggiare

Parcheggia l’auto ai lati della strada sull’erba, circa 200-300 metri prima di arrivare a Elcito. Troverai sicuramente altre macchine già parcheggiate, non dovrai far altro che accodarti. Nel caso non ci sia nemmeno uno spazio libero, raggiungi il paese e cerca un posto nel piccolo parcheggio che vedrai di fronte al Ristoro Il Cantuccio. Oltre non potrai proseguire, perché l’accesso al borgo con la macchina è vietato (eccetto i residenti). Se invece arrivi in moto, trovare un posto sarà molto più semplice.

Il borgo medievale di Elcito

Dove mangiare

L’unico locale aperto a Elcito è il Ristoro Il Cantuccio (qui la pagina Facebook), gestito da Roberta e Nicola, una giovane coppia che ha scelto la frazione di San Severino Marche per aprire un’attività di ristorazione. Quando arrivi trovi il Ristoro sulla sinistra, appena iniziata la salita che conduce all’ingresso del borgo. Nel menu sono presenti l’immancabile crescia, panini con la porchetta, la pizza del lupo e alcune bevande artigianali (tra queste la birra del Brigante). Inoltre, se sei amante dei gatti, devi sapere che ad aspettarti ci sarà anche l’adorabile Macchia! 🐱

Servizi

A Elcito c’è un bagno pubblico gratuito a pochi metri dalla chiesa di San Rocco, subito dopo superata la piazzetta centrale. Mi permetto di fare un plauso alle persone che hanno reso possibile la realizzazione di un piccolo ma essenziale servizio per i visitatori. Altre località (e non mi riferisco a semplici frazioni ma a vere e proprie città) non hanno la stessa sensibilità dimostrata dagli abitanti dell’antico castello medievale. A nome anche di Chiara, grazie!

Cosa vedere vicino a Elcito

L’abbazia di Valfucina è il primo luogo d’interesse che ti consiglio di visitare subito dopo Elcito. Senza di lei, il borgo del silenzio non sarebbe mai esistito. Oggi quel che resta è molto poco se paragonato al complesso religioso costruito dai monaci benedettini nell’undicesimo secolo, ciò non toglie però nulla al fascino del posto.

Restando nei dintorni di Elcito, a poco più di 20 km da qui sorge l’abbazia di Sant’Urbano, appartenente al territorio di Apiro. Il monastero benedettino è famoso per il ripetersi ogni anno del fenomeno dell’occhio di Sant’Urbano in due precise date.

Cripta dell'Abbazia di Sant'Urbano
Cripta dell’Abbazia di Sant’Urbano

Poco più distante c’è l’abbazia di Sant’Elena, costruita nei primissimi anni dell’undicesimo secolo (1005), la cui fondazione viene attribuita dalla tradizione a San Romualdo.

Per completare il tour dei monasteri, ti suggerisco di scoprire il fascino dell’eremo dei Frati Bianchi a Cupramontana, noto per le grotte scolpite nella roccia in cui vivevano i monaci camaldolesi.

Eremo dei Frati Bianchi - Cupramontana
Eremo dei Frati Bianchi

Infine, se ancora non hai avuto il piacere di andarci, nella stessa giornata regalati un’escursione nella faggeta di Canfaito, dove si trova l’albero più longevo di tutte le Marche.

Conclusioni

Il borgo del vento, il borgo del silenzio, paese fantasma: sono tanti i nomi assegnati a Elcito, ma nessuno riesce a esprimere la magia che si avverte pietra dopo pietra, passo dopo passo, feritoia dopo feritoia quando si è lì. In conclusione, una visita obbligata se ami le Marche e vuoi conoscere un luogo speciale, che ha tutto per sfiorare la tua anima.

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