Restare impassibili di fronte alla bellezza di Bressanone non è semplice. Di più, vogliamo sbilanciarci: per eleganza, poche altre città italiane possono reggere il confronto con il più antico centro abitato del Tirolo. L’aura che la contraddistingue fin dai tempi della sua fondazione mette infatti in ombra i principali centri abitati presenti nei dintorni, di cui tutto si può dire meno che non siano altrettanto belli e interessanti da vedere.

Bressanone ci ha lasciato quel qualcosa in più che a parole è difficile da spiegare, d’altronde quando di mezzo ci sono le emozioni diventa tutto un po’ più complicato. Se non riuscissimo però a raccontarvi i nostri viaggi, l’esistenza stessa del blog sarebbe inutile. Quindi sì, ora ci rimbocchiamo le maniche e proviamo a portarvi virtualmente a spasso per il centro e non solo. Iniziamo subito.

Indice

Cosa vedere a Bressanone

A discapito di quello che potreste pensare, visitare Bressanone in sole 24 ore è più che fattibile. Anzi, andando “di fretta” può essere sufficiente anche mezza giornata. D’accordo, molto dipende da che tipo di turisti siete, ma le dimensioni raccolte del centro storico danno sicuramente una mano alle persone pratiche. Noi, per esempio, abbiamo dedicato alla sua visita un intero pomeriggio, dopo che al mattino eravamo stati nel vicino borgo degli artisti di Chiusa (qui la nostra guida completa).

Ecco, dunque, cosa vedere a Bressanone in un giorno.

Arco Ponte Aquila

Dopo aver lasciato l’auto nel comodo parcheggio Stufles (via Cesare Battisti, 6), raggiungiamo in neanche due minuti il ponte Aquila, sotto il quale scorre il fiume Isarco. Di fronte a noi si apre in tutta la sua eleganza il centro storico di Bressanone, dove non vediamo l’ora di passeggiare. Prima però veniamo incuriositi da una piccola costruzione in pietra posizionata sulla sinistra, appena attraversato il fiume: l’Arco Ponte Aquila.

Arco Ponte Aquila

La sua è una storia interessante da ricordare, soprattutto perché ci dice qualcosa in più sul passato della città. La statua posta al centro dell’arco raffigura San Giovanni Nepomuceno, un sacerdote di nazionalità ceca vissuto nella seconda metà del XIV secolo, conosciuto come protettore dalle alluvioni e gli annegamenti: per questo nel Settecento, a seguito dell’ennesima inondazione, i brissinesi scelsero di erigere il monumento dedicato al santo di Praga, ancora oggi posto a sorvegliare il corso del fiume.

Museo della Farmacia di Bressanone

Ci siamo appena lasciati alle spalle il caratteristico Arco Ponte Aquila che è subito tempo di scoprire un’altra chicca del centro di Bressanone: l’originale Museo della Farmacia. Per accedere all’edificio entriamo nella Farmacia Peer, saliamo quindi le scale che ci conducono al primo piano di questo antico palazzo brissinese, per poi lasciarci trasportare in un viaggio senza tempo tra vetrine custodi di farmaci rari e maestose stufe a olle.

L’apertura del PharmazieMuseum Brixen risale al 2002, e da allora è divenuto un punto di riferimento per tutte le persone interessate a conoscere l’arte del curare in un contesto unico. Inoltre, se avete la Brixen Card (diversi hotel della zona la regalano in omaggio ai loro ospiti) potete vedere tutto questo senza nemmeno pagare. A questo link trovate la lista completa aggiornata delle attrazioni visitabili gratuitamente dai possessori della Brixen Card.

Torre Bianca

Con ancora negli occhi gli oggetti rari ammirati nel PharmazieMuseum, proseguiamo la nostra passeggiata nel centro, non potendo fare a meno di restare affascinati dalla Torre Bianca della chiesa di San Michele, una delle attrazioni di Bressanone più fotografate dei turisti (oggi anche museo). D’altronde, ci è impossibile distogliere lo sguardo dall’imponente torre, la più alta della città con i suoi 72 metri.

Torre Bianca di Bressanone

Forse le foto che abbiamo scattato non rendono alla perfezione l’idea di cosa significhi trovarsi di fronte la Torre Bianca per la prima volta, fidatevi comunque se vi diciamo che il colore tende più al bianco che al grigio. È anche vero però che in passato, dopo la ricostruzione in stile gotico del XV secolo, era nota con l’appellativo di Torre Nera, salvo poi assumere l’aspetto attuale dopo la “pennellata” bianca ricevuta alla fine del Cinquecento.

Piazza del Duomo

Dopo pochi passi raggiungiamo Piazza del Duomo. Quasi ci stordisce la sua magnificenza, nonostante per noi non sia la prima volta da queste parti (ci eravamo infatti già fermati per un paio d’ore a Bressanone durante la nostra primissima vacanza in Trentino Alto Adige). In questo immenso spazio artistico trovano posto la chiesa parrocchiale di San Michele, il Duomo, la chiesa della Madonna, il Municipio e la Biblioteca civica. In fondo cominciamo a intravedere anche la Colonna millenaria, non lontana dal Palazzo Vescovile.

Piazza del Duomo di Bressanone

Non ci vuole di certo una laurea per capire che ci troviamo nel luogo più importante della città. Se ne avete l’occasione, veniteci in primavera o in estate, quando regala il meglio di sé. Non mancate nemmeno all’appuntamento dei tradizionali Mercatini di Natale dall’ultima settimana di novembre a inizio gennaio, quando tutta la piazza indossa il tipico abito rosso per le vacanze di fine anno.

Duomo di Bressanone

Senza pensarci troppo battezziamo come prima attrazione da visitare il Duomo di Bressanone. Non ve lo nascondiamo, ritrovarcelo davanti a distanza di un paio d’anni ci fa ancora un certo effetto. La sua storia affonda le radici attorno al X secolo, quando era una semplice chiesa ottoniana. Negli anni successivi un incendio cambiò però per sempre il suo destino: alla fine del XII secolo venne innalzato il Duomo in stile romanico con i due iconici campanili, sostituito poi dal sontuoso barocco di oggi nel Settecento.

Duomo di Bressanone

L’ingresso nella chiesa è senz’altro emozionante. In pochi secondi veniamo avvolti da un’infinita serie di elementi baroccheggianti e dipinti di valore, con in primo piano l’altare maggiore e gli affreschi di Paul Troger (pittore austriaco del XVIII secolo). La magia del Duomo, comunque, non si ferma qui: la visita prosegue infatti nel chiostro adiacente.

Chiostro del Duomo

Gli affreschi che popolano le arcate del chiostro medievale appartengono alla lista delle più belle cose da vedere a Bressanone. La loro composizione risale tra il XIV e XV secolo, opera di alcuni dei massimi esponenti della scuola della Val Pusteria, a cui si aggiunse più tardi il pittore Jakob von Seckau. In passato, il ciclo di raffigurazioni svolse un importante ruolo didattico, rendendo accessibili sotto forma di immagini le Sacre Scritture ai fedeli che non sapevano leggere.

Chiostro del Duomo di Bressanone
Chiostro del Duomo (credits Wikimedia Commons)

Mentre camminate all’interno del chiostro del Duomo, cercate tra gli affreschi la figura del sorprendente cavallefante (terza arcata): gli artisti dell’epoca dovevano rappresentare la battaglia di Lazzaro contro i siriani a difesa di Israele, ma non avendo mai visto prima di allora un elefante (animale impiegato dal popolo del Vicino Oriente per sorprendere gli israeliani) lo immaginarono come un cavallo con le caratteristiche più peculiari associate all’animale esotico nei racconti orali.

Chiesa parrocchiale di San Michele

Terminata la visita al Duomo, scegliamo di entrare nella vicina chiesa di San Michele, la Parrocchiale di Bressanone, separata dalla cattedrale soltanto dal vecchio cimitero della città. Originariamente l’edificio religioso aveva un abside circolare e una pianta rettangolare, due elementi che portano gli storici a credere come prima del 1038 (anno della consacrazione) la chiesa seguisse i canoni dell’architettura ottoniana.

Chiesa San Michele di Bressanone
Chiesa parrocchiale di San Michele (credits Wikimedia Commons)

Oggi invece la chiesa parrocchiale di San Michele – conosciuta in particolare per la sua Torre Bianca – si presenta all’esterno come un edificio targo gotico, mentre all’interno torna di nuovo lo stile barocco già ammirato dentro il Duomo. Meritano una menzione a parte gli affreschi della volta, dipinti da Joseph Hautzinger (pittore viennese vissuto nel Settecento).

Municipio di Bressanone

No, non è ancora arrivato il momento di lasciare Piazza Duomo. Prima di proseguire avanti in direzione del Palazzo Vescovile, ci prendiamo qualche minuto per fotografare l’elegante edificio del Comune, caratterizzato sia da elementi rinascimentali (facciata) che da tratti tardo medievali (i merli e il tetto).

Municipio di Bressanone

Come è nostra consuetudine da un po’ di tempo a questa parte, cogliamo l’occasione in questo paragrafo di accennare soltanto i principali fatti della storia di Bressanone:

  • l’atto di fondazione della città risale al 901, quando l’imperatore Ludovico IV il Fanciullo regalò al vescovo di Sabiona una tenuta agricola
  • nel 965, a seguito del trasferimento da Sabiona, Bressanone diventò sede vescovile
  • intorno alla metà del XVI secolo arrivò qui per qualche settimana l’elefante Solimano, come dono del re Giovanni III del Portogallo all’imperatore Massimiliano II d’Asburgo (suo nipote)
  • l’invasione ad opera delle truppe napoleoniche nel 1797 causò una terribile epidemia tra i brissinesi
  • negli ultimi anni dell’Ottocento vennero completati i lavori per la sistemazione dei bacini del Rienza e dell’Isarco
  • la prima guerra mondiale si conclude con l’annessione dell’intero Alto Adige al Regno d’Italia

Colonna millenaria

È arrivato il momento di lasciarci alle spalle Piazza del Duomo e scoprire gli ultimi luoghi d’interesse che il centro storico di Bressanone ha in serbo per noi. La prima tappa vede come protagonista la colonna millenaria, costruita nei primi anni del Novecento in memoria dei mille anni trascorsi dalla fondazione della città.

Colonna millenaria di Bressanone

Il monumento raffigura alcuni dei più importanti elementi della storia di Brixen: in primo piano troviamo l’agnello pasquale, emblema stesso del Comune e della diocesi altoatesina; sul piedistallo c’è invece la statua di Zaccaria, il vescovo di Sabiona che nel X secolo ricevette in dono dal re Ludovico IV l’allora semplice tenuta agricola; infine, in uno dei rilievi bronzei potete scorgere Peter Mayr, patriota tirolese vissuto tra la fine del Settecento e i primi anni dell’Ottocento.

Palazzo Vescovile di Bressanone

Il pezzo forte, però, deve ancora arrivare: giungiamo finalmente al Palazzo Vescovile, che inseriamo tra le cose da non perdere per nessuna ragione durante la visita di Bressanone in un giorno. Fino al 1976, anno in cui la sede vescovile venne trasferita a Bolzano, il palazzo ha ospitato tutti i vescovi avvicendatisi nel corso di una storia durata oltre 700 anni. Non sorprende, dunque, se questo edificio viene considerato tra i più in vista non solo della Valle Isarco ma dell’intero Alto Adige.

Palazzo vescovile di Bressanone

Allo stesso modo, non ci meravigliamo dei tanti turisti che incontriamo nell’orario di visita, merito della presenza sia del Museo Diocesano sia di quello dei Presepi. Soprattutto il primo merita un’attenzione particolare, considerando come in esso siano ospitate le sale di maggiore rilievo: appartamento imperiale, appartamento vescovile e tesoro del Duomo. E con la Brixen Card la visita è gratuita.

Quartiere Stufles

In un certo senso, il Palazzo Vescovile rappresenta il sipario del centro di Bressanone. Torniamo quindi indietro, percorrendo una seconda volta Piazza Duomo, per poi attraversare ancora il Ponte Aquila. Potremmo già ora dirigerci verso la macchina, ma decidiamo di posticipare il rientro in hotel di una mezz’oretta abbandonante per esplorare il quartiere Stufles, il più antico della città. E aggiungiamoci pure “per fortuna”.

Quartiere Stufles

Nei piccoli vicoli di Stufles la folla di turisti è un lontano ricordo, ci imbattiamo soltanto in un piccolo gruppetto di visitatori che come noi ha scelto di allontanarsi un po’ dal centro storico per scoprire una Bressanone diversa. Vi suggeriamo di entrare nella suggestiva chiesa dell’Angelo Custode (inconfondibile con la sua facciata rosa) e di perdervi tra le rarità antiche del negozio che trovate 20-30 metri più avanti.

Abbazia di Novacella

Adesso sì, possiamo dirlo: la visita può dirsi conclusa. O forse no. Appena usciti da Bressanone ci imbattiamo infatti nel cartello riportante le indicazioni per raggiungere la vicina Abbazia di Novacella (qui il nostro approfondimento), un’occasione troppo ghiotta per non essere colta al volo. E così, nel giro di neanche dieci minuti, veniamo catapultati in una piccola oasi di pace dove il tempo sembra si sia fermato al Medioevo.

Abbazia di Novacella

L’Abbazia di Novacella deve la sua notorietà per essere il luogo di culto più esteso in tutto il territorio dell’Alto Adige. Fondata nella prima metà del XII secolo, l’abbazia ospita oggi elementi che spaziano dal romanico al gotico, dal rinascimentale al barocco. Ma non vogliamo svelarvi oltre, perché abbiamo in programma di realizzare un articolo a parte per raccontarvela al meglio.

Conclusioni

Bene, per il nostro approfondimento su cosa visitare a Bressanone è davvero tutto: per qualsiasi dubbio lasciateci pure un commento, vi risponderemo al più presto.

Prima di andare però, rinnoviamo l’invito ad abbinare nello stesso giorno la scoperta del delizioso borgo di Chiusa: vi piacerà, ne siamo certi.