Cavalese è il centro principale della Val di Fiemme, splendida valle dolomitica in Trentino. È anche la base ideale per visitare le meraviglie della Val di Fassa e Val di Cembra, non lontane da qui, insieme all’area del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino.

Le innumerevoli attività da compiere e un’offerta ricettiva al top la rendono una meta turistica affollata sia in estate che in inverno. Durante la bella stagione chiunque può programmare un itinerario di una o due settimane, tra facili escursioni in alta quota, laghi alpini e i maggiori centri abitati della zona. Da dicembre a marzo, invece, gli amanti della neve non hanno che l’imbarazzo della scelta tra le tante località sciistiche della zona, su tutte l’Alpe Cermis e Obereggen, ai piedi del Latemar, oltre al passo di Lavazè.

Chiara ed io siamo stati qui nelle prime due settimane di agosto, scegliendola come base per la nostra vacanza tra la Val di Fiemme e la Val di Fassa (per la precisione, abbiamo soggiornato in un monolocale dell’hotel Veronza). Lascia che ti racconti ora quali sono le più belle 10 cose da fare e vedere a Cavalese e dintorni.

Cosa fare e vedere a Cavalese e dintorni


1. Trovare la Pagoda di Cavalese

Pagoda di Cavalese

L’ultima cosa che ti aspetteresti di vedere a Cavalese è una pagoda, edificio religioso presente perlopiù in Oriente, in Paesi come Cina, Giappone e Corea. E invece c’è: se ne sta lì in silenzio, sopra la collina alle spalle del centro abitato, con intorno una rilassante area boschiva.

Per raggiungerla segui le indicazioni per via Montebello dal centro, poi prendi la scalinata all’altezza del segnavia Pagoda: all’inizio sembra essere molto lontana, ma è solo un’illusione ottica, la salita dura infatti non più di dieci minuti. Nemmeno Chiara, che non è un’amante delle ascese (per usare un eufemismo), si è lamentata, via libera quindi!

💡 All’inizio della salita che conduce alla pagoda c’è un cartello che ricorda la leggenda della fontana del Pegolazzo: è la storia di un’antica sorgente d’acqua, un gruppo di boscaioli, un pastore e una creatura mostruosa. Il racconto è molto carino, sono sicuro che stregherà anche i più piccoli.

2. Passeggiare nel Parco della Pieve

Parco della Pieve

Un luogo tranquillo dove passeggiare all’ombra e rilassarsi su una panchina, calamita naturale per adulti e bambini. Si trova a poche centinaia di metri dal centro, riconoscibilissimo per il campanile della Pieve di Santa Maria Assunta, la chiesa principale di Cavalese che sorge proprio all’interno del parco.

Nelle giornate più calde dell’estate si trasforma in un riparo confortevole, anche se da queste parti quasi mai la temperatura raggiunge livelli insopportabili, anzi. Ed è anche un rifugio dallo stress cittadino, ben rappresentato qui dalla ricerca – spesso inconcludente – di un parcheggio libero.

💡 Dal Parco della Pieve comincia il percorso Sulle tracce della storia: te ne parlo tra poco.

3. Salutare i lama e gli alpaca

Lama e alpaca a Cavalese

Per la serie “oltre alla pagoda c’è di più”, a Cavalese c’è anche un piccolo allevamento di lama e alpaca, animali originari del Sudamerica e appartenenti alla famiglia dei camelidi, di cui fanno parte anche cammelli e dromedari.

Trascorrono gran parte della giornata nell’area verde accanto al B&B El Molin, la struttura che si occupa della loro crescita e della loro salute. Per salutarli recati all’inizio di via Avisio, non distante dal Parco della Pieve, sullo stesso itinerario intitolato Sulle tracce della storia.

💡 Dal 24 giugno al 2 settembre 2026 i titolari del bed and breakfast El Molin organizzano facili escursioni nei dintorni del paese, offrendo a chi lo desidera la possibilità di passeggiare insieme ai tanto curiosi quanto insoliti animali. Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale bebelmolin.it o chiama il numero di telefono 348 671 8831.

4. Camminare lungo il percorso Sulle tracce della storia

Sentiero Sulle tracce della storia

La passeggiata più bella, e lunga, che c’è da fare a Cavalese. Inizia nei pressi del Parco della Pieve, e da qui prosegue in discesa lungo via Avisio, in direzione della chiesetta di San Valerio.

Continuando a scendere si raggiunge l’antica segheria Veneziana, che in passato provvedeva al fabbisogno del legname da opera del Comune. In questo periodo la Magnifica Comunità di Fiemme – nome che rievoca l’antica assemblea comunitaria di Cavalese – organizza due visite guidate alla settimana da luglio a metà settembre. Richiesta la prenotazione obbligatoria all’APT Val di Fiemme chiamando il numero 0462 241111.

L’ultima tappa del percorso è la cascata di Cavalese, ribattezzata dai locali come una delle sette meraviglie della Val di Fiemme. Quando arrivi qui puoi scegliere poi se continuare sulla ciclabile Val di Fiemme e Fassa in direzione degli impianti di risalita dell’Alpe Cermis, oppure tornare indietro seguendo lo stesso itinerario dell’andata.

💡 Se scegli la seconda opzione, considera che la strada del ritorno è quasi tutta in salita. Non proprio il massimo, ecco, soprattutto se sei reduce da una giornata già impegnativa.

5. Ammirare la cascata di Cavalese

Cascata di Cavalese

Il suo salto di 15 metri è allo stesso tempo impetuoso e spettacolare, ed è forse questo il motivo che la rende una delle attrazioni più gettonate dai turisti che soggiornano in Val di Fiemme. Si raggiunge comodamente in macchina da Cavalese, da cui dista meno di 5 km, altrimenti a piedi attraverso il percorso Sulle tracce della storia, oppure in bici pedalando sulla ciclabile Val di Fiemme e Fassa.

Sono sincero, non pensavo che avesse una tale portata, che per certi versi mi ha ricordato le cascate di Riva a Campo Tures, in Valle Aurina. Posso dirlo? Per me è stata la sorpresa più bella di Cavalese, davvero fantastica!

💡 Incamminati sul breve sentiero che risale la cascata e si inoltra nel bosco: tempo neanche 10 minuti e raggiungerai un piccolo belvedere, da dove potrai ammirare il salto dell’acqua dall’alto.

Dal blog / La cascata di Cavalese, una delle 7 meraviglie di Fiemme

6. Visitare il Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme

Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme

È un edificio storico del Trecento, in origine residenza del principe vescovo di Trento, oggi invece sede della Magnifica Comunità di Fiemme. Al suo interno ospita un museo, una pinacoteca e un archivio completo di scritture, statuti e manoscritti. Accanto, invece, sorge la torre campanaria della chiesa di San Sebastiano, uno dei simboli del centro cittadino.

Inclusa nel biglietto d’ingresso anche la visita guidata delle carceri. Qui, agli inizi del Cinquecento, furono segregate le cosiddette streghe di Cavalese, in seguito processate al Banco della Reson (Banco della Ragione), un antico tavolo in pietra attorno al quale si riuniva l’assemblea comunitaria del paese, e infine arse al rogo. Dopo secoli il Banco della Reson è ancora lì al suo posto: si trova nel Parco della Pieve, all’ombra dei tigli, con accanto un’epigrafe che documenta la sua funzione storica.

💡 Dal 26 giugno al 27 settembre 2026 dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:30 (martedì chiuso). Il biglietto d’ingresso costa 7,00 euro. Per info e prenotazioni chiama il numero di telefono 0426 340812 o invia un’email all’indirizzo di posta elettronica info@palazzomagnifica.eu. Maggiori informazioni sul sito ufficiale palazzomagnifica.eu.

7. Rilassarsi lungo la passeggiata dei Pini

Dosso di Veronza
Un percorso ad anello attorno al Dosso Veronza, frazione del comune di Carano, a un paio di km dal centro di Cavalese. È una camminata semplice, lunga circa 4 km e della durata di un’ora e venti minuti, durante la quale ci si immerge nella tipica atmosfera rilassante della Val di Fiemme.

Chiara ed io l’abbiamo scoperta un po’ per caso durante il nostro soggiorno al Villaggio Veronza, con le indicazioni per il sentiero situate nelle immediate vicinanze del parcheggio. All’inizio il percorso è in leggera discesa, fino ad arrivare alla strada che conduce al campeggio Calvello, da dove si torna indietro su un iniziale breve strappo in salita. Il dislivello complessivo è di 140 metri, dunque una passeggiata adatta a tutta la famiglia.

💡 Se prosegui per la località Calvello trovi dopo pochi metri le indicazioni per il percorso vita, che si unisce in seguito con il sentiero delle cascatelle di Carano.

8. Assaporare la magia del Passo Lavazè

Passo Lavazè

Il passo di Lavazè il valico che collega la Val di Fiemme con la Val d’Ega, in provincia di Bolzano, dove non lontano sorge il lago di Carezza. È anche un luogo dove concedersi passeggiate tranquille a oltre 1.800 metri di quota, rilassarsi sulle sponde di un piccolo lago naturale, e fantasticare sulle terre del Nord Europa, che qui sembrano più vicine.

A dir la verità, la prima volta che siamo arrivati di fiabesco c’era poco o nulla: all’inizio pioveva a dirotto, tanto da costringerci a restare in macchina per buona parte del tempo; al ritorno poi – quando la pioggia nel frattempo era terminata – ci si è messa la nebbia a rovinare il nostro primo contatto con Passo Lavazè. Per fortuna ci siamo ampiamente rifatti qualche giorno dopo, in un pomeriggio di mezza estate impossibile da dimenticare.

💡 La strada per arrivare da Cavalese – meno di 15 km – è in costante ascesa, usa quindi le marce basse per salire senza sforzare troppo il motore. Se possibile poi, evita di partire troppo presto alla mattina (intendo alle 7:00 del mattino o prima ancora), perché potresti incontrare i mezzi per la raccolta dei rifiuti e impiegare molto più tempo a raggiungere il valico.

9. Accompagnare i bambini al sentiero Marciò

Ponte tibetano del sentiero Marciò

Nei dintorni di Cavalese si estende l’area protetta del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino, seguendo le indicazioni per Passo Rolle. Dopo pochi tornanti si arriva al centro visitatori, dove ha inizio il sentiero Marciò: è un percorso ad anello molto semplice, che prevede l’attraversamento di un piccolo ponte tibetano, e proprio per la sua facilità è un’esperienza adatta a tutte le famiglie.

Lungo il sentiero ci sono anche numerosi pannelli didattici, che trasformano la passeggiata in una lezione all’aria aperta: per i più piccoli il divertimento è assicurato, mentre i loro genitori possono godersi un pomeriggio in totale relax.

💡 A poche centinaia di metri di distanza dal centro visitatori del Parco Paneveggio c’è una grande area recintata in cui vivono alcuni esemplari di cervi. L’ideale sarebbe che ti avvicini in auto partendo dal centro visitatori (direzione Predazzo), arriverai in meno di un minuto.

10. Raggiungere la mitica Baita Segantini

Baita Segantini

È il rifugio più famoso del Parco Naturale Paneveggio, nonché il più scenografico. Ci si arriva con la facile escursione da Passo Rolle a Baita Segantini, tra mucche in pascolo, spazi aperti da sogno e scatti compulsivi con la fotocamera.

Il percorso per arrivare al rifugio dura circa un’ora. La camminata, seppur in costante salita, non è per nulla impegnativa, e al termine regala una spettacolare vista sulle Pale di San Martino. Qualcosa del genere l’ho rivisto una sola volta, durante l’escursione da Pian dei Casoni a Malga Venegiota, nel cuore della Val Venegia.

💡 Per la serie “ti piace vincere facile”, puoi anche salire al rifugio con una comoda navetta in partenza da Passo Rolle.

E con questo è davvero tutto. Per qualsiasi dubbio o domanda sulle cose da fare o vedere a Cavalese lascia un commento qui sotto, ti risponderò il prima possibile.

Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2026

Federico Pisanu

Federico Pisanu è un travel blogger. Nasce a Cagliari il 22 aprile 1988, dove cresce tra versioni di greco, poesie noir e partite di basket. Dopo il diploma al liceo classico e gli studi universitari in Lettere Classiche, si trasferisce nelle Marche: qui inizia un nuovo capitolo della sua vita insieme a Chiara, tra borghi marchigiani, gatti sprezzanti del pericolo e tanti viaggi all'estero. Nel 2018 ha fondato il travel blog Viaggi e Ritratti, unendo così tre passioni: viaggi, scrittura e aiutare il prossimo.