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5 cose da fare a Pietrarubbia

Pietrarubbia è un antico borgo medievale della provincia di Pesaro e Urbino, e va a comporre idealmente il vertice di un triangolo con alla base Macerata Feltria da una parte e Frontino dall’altra. In passato, per via della sua posizione strategica, se lo contesero i Montefeltro di Urbino e i Malatesta di Rimini: la battaglia tra le due famiglie vide come vincitori i Montefeltro, e così a partire dalla metà del XV secolo Pietrarubbia passò definitivamente sotto il Ducato di Urbino.

Il successivo periodo di pace ne decretò però anche la sua fine, con la popolazione che scelse di spostarsi a valle, dove era più semplice dedicarsi al commercio e ad altre attività. Quel che rimane oggi dell’antichissimo borgo del Montefeltro, la cui nascita risalirebbe attorno all’anno Mille, è la denominazione di castello e un’atmosfera d’altri tempi.

Ricordo ancora con affetto l’ingresso nel minuscolo nucleo storico in pietra, il clima gioviale dei commensali alla Locanda delle Storie e le foglie rossastre che ricoprivano la parete esterna della Chiesa di San Silvestro: ti ho incuriosito? Scopri allora la lista delle 5 cose più belle da fare e vedere a Pietrarubbia.

1. Passeggiare nelle vie laterali del borgo

Se visto dall’alto il castello di Pietrarubbia appare lontanissimo e inarrivabile (oddio, non che sia proprio semplice raggiungerlo, ma di questo te ne parlo nel capitoletto Come arrivare), quando entri nella piccola viuzza centrale ti viene voglia subito voglia di passeggiare in quelle laterali: a destra sembra di essere nel dietro le quinte di uno spettacolo pronto a cominciare, a sinistra invece hai la sensazione di trasformarti in uno semplice spettatore.

Non immaginarti un reticolo di vie contorto, ma solo le due sponde naturali di un borgo perlopiù disabitato che offrono un altro punto di vista, da una parte sulla vecchia torre campanaria posta e dall’altra sulla piazzetta del castello, teatro di tavolate d’altri tempi.

2. Arrampicarsi su per la Rocca solitaria

Per sua stessa natura Pietrarubbia rimane legata al passato, che poi è anche il segreto del suo fascino. Tra i simboli del tempo che fu merita una menzione speciale la Rocca solitaria, da secoli sospesa su una rupe rocciosa: molte volte per identificare quel che rimane dell’antico castello si usa mostrare proprio la foto della Rocca, ed è per questo motivo che oggi ha guadagnato i gradi di icona del borgo.

Puoi raggiungerla a piedi percorrendo il sentiero che inizia a pochi passi dalla torre campanaria. Tieni conto che il tragitto presenta una pendenza accentuata, quindi non ha nulla a che fare con una tranquilla passeggiata in mezzo al verde della natura, un colore onnipresente da queste parti.

Tip: il percorso ha una breve durata ma, come già spiegato, è in forte pendenza. Ti consiglio dunque all’inizio di procedere con calma, senza farti prendere dalla fetta, così da risparmiare fiato utile per arrivare alla costruzione ancora con abbastanza energie e godere di un panorama mozzafiato.

3. Fotografare il Dito del Diavolo

Quando raggiungi la Rocca solitaria di Pietrarubbia sei in una posizione privilegiata per ammirare (e fotografare) il complesso di rocce solitario Pietrafagnana, meglio conosciuto con l’appellativo di Dito del Diavolo. Il suo particolare nome trae origine da una leggenda popolare secondo cui Dio avrebbe scagliato proprio in questo punto della Terra l’Angelo del Male, per poi bloccare per sempre la voragine dell’Inferno poggiandovi sopra un poderoso conglomerato roccioso.

La rupe di Pietrarubbia da una parte e Pietrafagnana dall’altra sono costituite entrambe dallo stesso tipo di roccia, la cui particolarità è data dalla colorazione rossiccia della pietra: ecco quindi spiegata l’origine del nome petra rubea, letteralmente pietra rossa.

Consiglio: per scattare una fotografia senza avere il sole davanti vieni qui al tardo pomeriggio, un paio d’ore prima del tramonto, altrimenti considera di portare con te la tua reflex con cui si hanno meno problemi a fotografare in controluce.

4. Entrare nella Chiesa di San Silvestro

La Chiesa di San Silvestro è uno degli edifici più datati del castello di Pietrarubbia, e forse per questo tra i più suggestivi. La sua costruzione risale agli inizi dell’XI secolo, in concomitanza quindi con la nascita del borgo, e le dimensioni in miniatura ne rispecchia in maniera fedele l’anima.

Al suo interno trovi un affascinante altare in marmo e un rosone in bronzo, entrambe opere di Arnaldo Pomodoro, lo scultore originario di Morciano di Romagna famoso in tutto il mondo, che negli anni Novanta acquisì alcuni degli edifici storici del castello per poi fondare il T.A.M. (link alla sezione di Musei Montefeltro), una scuola specializzata nella lavorazione di metalli pregiati oggi ospitata dal Palazzo Gentilizio. Inoltre, al celebre artista sono dedicati anche i piccoli musei allestiti all’ingresso del centro.

Tip: in autunno la parete esterna della chiesa si colora di rosso grazie alle tante foglie autunnali che la ricoprono, regalando un’inaspettata sorpresa, ti consiglio perciò di organizzare una visita da queste parti in questa stagione, in particolare tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre.

5. Mangiare all’aperto nella piazzetta centrale

Come quinta e ultima esperienza da fare a Pietrarubbia non posso sottrarmi dal suggerirti di mangiare all’aperto in piazzetta, degustando i prodotti tipici locali e allo stesso tempo godendo di un fantastico panorama sulle colline della provincia di Pesaro e Urbino. Il servizio di ristorazione è offerto dalla Locanda delle Storie, l’unica struttura ricettiva presente in quel che resta dell’originario castello medievale.

Devo confessartelo, appena ho messo piede nel borgo sono stato attirato dalla cartolina idilliaca con protagonisti i commensali della locanda, che formavano un tutt’uno con il resto del castello. Mi complimento inoltre con i proprietari per il nome assegnato alla struttura, davvero azzeccato.

Come arrivare a Pietrarubbia

Se già conosci il mio blog, sai bene come raramente dedichi un capitoletto al come arrivare in un determinato posto, trovandolo francamente inutile visto che ormai Google Maps bene o male lo sanno usare tutti. Ogni tanto però anche il navigatore di Google ahimè sbaglia, e il più antico castello della regione del Montefeltro rientra purtroppo tra le eccezioni che confermano la regola.

Ecco quindi alcune dritte per raggiungere Pietrarubbia:

  • Imposta sul navigatore come destinazione il paese Mercato Vecchio
  • Svolta quando incontri il cartello Castello di Pietrarubbia
  • Prosegui sempre avanti per circa 3 km su Via del Castello, fino ad arrivare all’ingresso del borgo

Importante: Via del Castello, la strada che conduce alla sommità della rupe, presenta una carreggiata molto ristretta in alcuni punti, tanto da rendere impossibile il passaggio di due auto contemporaneamente, quindi ti invito a procedere con cautela.

Dove parcheggiare a Pietrarubbia

L’area di parcheggio a Pietrarubbia è costituita da un terreno sterrato posizionato alla fine di Via di Castello. La sosta è gratuita e non ha limiti di orario, inoltre la superficie è abbastanza ampia da ospitare fino a una ventina di macchine.

Volendo, se non trovi posto nello spiazzo in terra battuta puoi lasciare l’auto sul ciglio della strada o in uno dei posti liberi presenti lungo la salita.

Pietrarubbia e dintorni

Qui trovi invece una lista dei luoghi più interessanti da vedere vicino a Pietrarubbia:

Bene, per questa mia guida sull’antico castello del Montefeltro è davvero tutto: se hai un dubbio o una domanda lascia pure un commento, ti risponderò il prima possibile.

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Di Federico Pisanu

Ciao, mi chiamo Federico Pisanu e ti do il benvenuto sul blog Viaggi e Ritratti. Vivo da un po' nelle Marche, una regione di cui mi sono innamorato in pochissimi giorni. Cosa faccio quando non sono in viaggio? Scrivo, gioco con i miei due gatti e mangio la pizza.

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