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5 cose da fare a Macerata Feltria

All’inizio non capivo perché Macerata Feltria avesse come soprannome borgo nascosto, dalle foto su Internet e sui social sembrava infatti tutto meno che invisibile. Poi però quando sono arrivato in paese vedevo sì il borgo in alto, ma facevo fatica a comprendere dove andare: da lì quindi ho realizzato che forse il motivo per il quale in tanti la chiamano così sia per la difficoltà a raggiungerlo, anche se potrei sbagliarmi.

Macerata Feltria è stata letteralmente una scoperta per me, un regalo da spacchettare poco a poco, un mosaico in chiaroscuro da custodire con cura. Immersa tra le colline del Montefeltro in provincia di Pesaro e Urbino e inserita nella lista dei Borghi più Belli d’Italia, affonda le sue radici nell’insediamento romano Pitinum Pisaurense del III secolo a.C., per poi trovarsi in epoca medievale al centro di una lotta senza quartiere tra Sigismondo Malatesta e Federico Montefeltro; dalla seconda metà del Quattrocento entra a far parte del Ducato di Urbino, confluendo in seguito nello Stato della Chiesa fino all’Unità d’Italia.

Chiusa la parentesi sui cenni storici, è arrivato il momento di raccontarti quali sono le 5 cose più belle da fare e vedere a Macerata Feltria.

1. Attraversare il ponte Lucchini

La salita per raggiungere il borgo storico di Macerata Feltria, su cui svetta la Torre Civica, comincia dopo l’attraversamento del ponte Lucchini, costruzione del XIV secolo. L’ascesa dura sì e no cinque minuti, ed è molto semplice da affrontare. Gradino dopo gradino ti senti anche tu parte dell’anima nobiliare del paese, rimasta per fortuna intatta nel corso dei secoli.

Sulla scalinata che inizia dopo il ponte ho anche un aneddoto divertente: mentre salgo le scale insieme a Chiara, poco più avanti vedo la figura non proprio rassicurante di un cane di taglia grossa che ci fissa; mi volto e scopro che Chiara si era già fermata, mettendo a serio rischio la visita; ma dopo un impasse di uno-due minuti, capiamo che il cane è insieme a un abitante del borgo, e oltretutto è di una dolcezza infinita.

Alternativa: anziché a piedi, puoi arrivare nel centro storico in auto percorrendo la strada che prosegue oltre il ponte Lucchini e seguendo le indicazioni per Castello, riportate su un cartello con sfondo giallo.

2. Affacciarsi sulle colline del Montefeltro

Lungo l’ascesa per l’area più antica di Macerata Feltria ci sono alcuni punti panoramici da antologia sulle colline del Montefeltro, dove è d’obbligo fermarsi per contemplare la natura. Non ti dico l’invidia che ho provato per chi ha la fortuna di vivere qui 365 giorni l’anno e godere di una visuale del genere: pensi anche te quello che sto pensando io in questo preciso istante?

Non mi resta che fare un appello agli abitanti del centro storico: se un domani metterete in vendita la vostra casa, vi sarei enormemente grato se me lo faceste sapere (e non sto scherzando).

3. Visitare il Museo Civico

Da non perdere anche la visita al Museo Civico Archeologico e Paleontologico, che dà modo di conoscere in maniera approfondita la storia di Macerata Feltria e dell’originario insediamento Pitinum Pisaurense di epoca romana. Il museo si trova nella piazza centrale del borgo ed è ospitato dal Palazzo del Podestà, edificio del XIV secolo.

Nel prezzo del biglietto è inclusa anche la visita alla Torre Civica e ai suoi quattro piani, in cui sono raccolti i fossili recuperati da Arnaldo e Gino Rinaldi nel territorio del Montefeltro e nella valle del Metauro. Per maggiori informazioni ti invito a consultare la sezione dedicata al museo sul sito della Regione Marche.

4. Girare attorno alla Torre Civica

Fin dall’inizio la Torre Civica di Macerata Feltria veste i panni di attrice protagonista, recitando nel ruolo di calamita naturale per i profani. Quando poi sei ai suoi piedi e provi ad alzare lo sguardo, il sole potrebbe farti un brutto scherzo per la troppa curiosità. Non ti resta allora che girarle attorno, lungo una stradina stretta dove le sorprese di certo non mancano.

Se scegli di venire qui tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre ti attende un tappeto di foglie autunnali, con bagliori di foliage pronti a squarciare l’atmosfera sospesa del borgo.

Cat time: lo penso da sempre, Chiara ha il potere di attirare i gatti ovunque vada, poteva quindi mancare all’appuntamento? Certo che no, stavolta però si è davvero superata, estraendo dal cilindro non uno ma tre gatti, tutti insieme attorno a un’enorme ciotola blu. Solo lei, solo lei.

5. Andare alla scoperta di gemme nascoste

Tutti i borghi delle Marche regalano gemme nascoste ai loro visitatori, e anche Macerata Feltria risponde presente alla chiamata. Personalmente tra tutte mi ha sorpreso la facciata di un’abitazione privata, su cui si apriva un’opera artistica ritraente la Madonna e il Bambino, un qualcosa di totalmente inaspettato.

Ti segnalo anche l’arco dei Pelasgi, posizionato all’ingresso del borgo, in memoria dell’antico popolo greco che secondo la tradizione costruì l’antichissima Pitinum Pisaurense. Nella zona moderna, invece, corrispondente alla parte bassa del paese, degna di nota la presenza del Museo della Radio d’Epoca (per appassionati). L’ultima chicca è la Pieve di San Cassiano, primo edificio ad essere costruito nel VI secolo dopo che i Goti rasero al suolo la vecchia Pitinum.

Tip: la Pieve di San Cassiano è posizionata lungo la strada provinciale 6 che collega Macerata Feltria con Carpegna, ed è indicata dal cartello Strada romana di Pitinum Pisaurense. Siccome le indicazioni non sono proprio chiarissime, ti suggerisco di inserire nel navigatore Pieve di San Cassiano aggiungendo anche il nome della località (altrimenti finiresti in una Pieve omonima situata nei pressi di Urbino).

Macerata Feltria e dintorni

Per concludere, una lista di luoghi da visitare vicino a Macerata Feltria:

La mia guida sul borgo di Macerata Feltria termina qui: se hai un dubbio o una domanda riguardante la visita, lascia pura un commento qui sotto, ti risponderò il prima possibile.

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Di Federico Pisanu

Ciao, mi chiamo Federico Pisanu e ti do il benvenuto sul blog Viaggi e Ritratti. Vivo da un po' nelle Marche, una regione di cui mi sono innamorato in pochissimi giorni. Cosa faccio quando non sono in viaggio? Scrivo, gioco con i miei due gatti e mangio la pizza.

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