San Leo è una poesia medievale scritta a quattro mani, una bocca di fuoco ormai spenta, un equilibrista in bilico tra storia e leggenda. Il celebre scrittore Umberto Eco, in un’intervista a Il Venerdì di Repubblica nel 2007, la definì «la città più bella d’Italia: una Rocca e due Chiese».

D’altronde l’autore del romanzo Il nome della rosa non ha mai nascosto il suo amore per il Montefeltro, di cui il borgo di San Leo rappresenta uno dei vertici assoluti, tappa irrinunciabile durante la visita di Rimini. Sorge su un inaccessibile sperone di roccia a 589 metri d’altitudine, nel cuore della Valmarecchia: in seguito a un referendum oggi rientra nel territorio della provincia di Rimini, in Emilia Romagna, ma fino al 2009 ha fatto parte della provincia di Pesaro e Urbino, nelle Marche.

Déjà-vu di una storia intrisa di fascino e contese in armi, come si conviene a una straordinaria fortezza militare ambita dalle più potenti dinastie del Medioevo, e a un luogo in grado di attirare la curiosità di san Francesco e Dante Alighieri.

Considerate le premesse iniziali, potevamo Chiara ed io lasciarci sfuggire l’occasione di venire sino a qui? Certo che no. Lascia dunque che ti racconti le più belle 10 cose da fare e vedere a San Leo.

Indice

San Leo dall'alto

Che cosa vedere a San Leo


1. Piazza Dante

«Una Rocca e due Chiese», diceva Umberto Eco, «e una piazza», aggiungo io, e che piazza. La visita di San Leo inizia dal fulcro centrale del borgo, una fotografia perfetta del glorioso passato della «città più bella d’Italia». Ai lati puoi ammirare il seicentesco Palazzo Della Rovere, attuale sede del Municipio, e Palazzo Nardini, dove san Francesco d’Assisi avrebbe incontrato il conte Orlando Cattani da Chiusi in occasione dell’investitura a cavaliere di Montefeltrano II, appartenente alla famiglia dei Montefeltro (la stessa di Federico da Montefeltro, per intenderci).

Tra i personaggi più importanti della storia italiana, Francesco d’Assisi non è il solo ad aver visitato l’antica fortezza medievale del Montefeltro: dopo di lui, infatti, fu il turno di Dante Alighieri. Al sommo poeta fiorentino rimase impressa soprattutto la difficile ascesa per raggiungere il borgo, tanto da dedicarle un paio di versi nella Divina Commedia: «Vassi in Sanleo e discendesi in Noli, montasi su in Bismantova e ‘n Cacume con esso i piè; ma qui convien ch’om voli» (IV canto del Purgatorio, vv. 25-27).

E allo stesso Dante, in occasione del sesto centenario della sua morte, «il popolo leontino» dedicò una lapide commemorativa tutt’ora visibile nella piazza a lui intitolata: «A Dante Alighieri, che in angoscioso e divinante esilio vide questa antichissima città su fiero masso meraviglioso, e la eternò con l’immortale poema. Nel sesto centenario di sua morte il popolo leontino, secondando il palpito di tutta Italia, un memore marmo concordemente consacra. 23 ottobre 1921». Oggi la tomba di Dante è uno dei luoghi più importanti da visitare a Ravenna.

Piazza Dante a San Leo

2. Fontana

Al centro di piazza Dante c’è una fontana, anzi la fontana, data l’importanza che riveste per i leontini. Viene descritta come «il centro geografico di San Leo»: detta così potrebbe sembrare la solita frase fatta, ma se ci pensi bene non è poi così lontana dalla realtà, considerando la posizione della fortezza e provando a immaginare dove sia l’altra estremità del borgo (il belvedere).

Secondo la tradizione, venne costruita alla fine dell’Ottocento laddove in epoca medievale sorgeva l’olmo di San Francesco, chiamato così proprio perché all’ombra di questo albero Francesco d’Assisi tenne una predica che scosse le coscienze dei presenti: «Tanto è il bene che mi aspetto, che ogni pena mi è diletto». Dopo aver ascoltato queste parole, il conte Orlando Cattani da Chiusi donò a Francesco il monte Verna, reputandolo un luogo ideale per chi volesse fare penitenza.

Ma c’è un’altra curiosità sul legame tra san Francesco e la città di San Leo: in Italia soltanto il comune leontino presenta nel suo stemma la figura di Francesco d’Assisi, qui raffigurato sotto un olmo (vedi foto). E la città di Assisi? No.

3. Palazzo Mediceo

Non è ancora arrivato il momento di lasciare piazza Dante. Alle spalle della fontana si trova il Palazzo Mediceo, realizzato nei primi anni del Cinquecento dopo la conquista di San Leo da parte delle truppe fiorentine capitanate da Antonio Ricasoli. Sempre a proposito di stemmi, sulla sua facciata è raffigurato il Giglio, simbolo della città di Firenze, e la data 1521.

Nei primi anni l’edificio ospitò il governatore della città e del Montefeltro imposto dall’allora Repubblica di Firenze, prima di passare ai Della Rovere tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo, e allo Stato Pontificio poi. Oggi custodisce il Museo d’Arte Sacra, insieme alla Biblioteca e all’Archivio Storico della città. È anche la sede dell’ufficio IAT, dove puoi ricevere preziosi consigli sulla visita del borgo medievale (qui il sito ufficiale).

Indirizzo: piazza Dante Alighieri

Orari di apertura Museo d’Arte Sacra: dal lunedì al sabato dalle 10:00 alle 12:00, domenica dalle 10:30 alle 12:30

Per info e prenotazioni: tel. 0541 926967 / email info@sanleo2000.it

4. Pieve di Santa Maria Assunta

Tra tutti i monumenti che si affacciano su piazza Dante, ne manca ancora uno da raccontare: la pieve di Santa Maria Assunta, l’edificio religioso più antico di San Leo e di tutta la regione del Montefeltro. Conoscere la sua storia ti consente di capire meglio anche le origini della città.

Si narra che la pieve venne edificata agli inizi del IX secolo, nello stesso punto dove sorgeva un antico sacrario costruito sei secoli prima dal tagliapietra dalmata san Leone, il primo a diffondere la parola del Vangelo in quest’area (e per questo considerato il primo vescovo del Montefeltro). E sempre nel IX secolo l’insediamento urbano sorto negli anni precedenti venne denominato San Leo, in onore dell’eremita (in seguito proclamato santo) Leone.

I leontini sono consapevoli di ospitare uno dei monumenti medievali più suggestivi del Centro Italia, tanto da considerare l’area che comprende la pieve, il duomo e la torre «un vero e proprio campo dei miracoli».

Indirizzo: piazza Dante Alighieri, 12

Orari di apertura: tutti i giorni dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 19:00

Ingresso libero

Pieve di San Leo

5. Duomo San Leone

Ora puoi finalmente lasciare piazza Dante e dirigerti verso il vicino duomo di San Leo, dedicato alla figura di san Leone. La sua costruzione risale alla seconda metà del XII secolo, quando insieme al palazzo vescovile, al battistero, alla torre e alla pieve costituiva una vera e propria cittadella religiosa, nota con il titolo il Vescovado: di quella originaria cittadella sono rimaste in piedi soltanto la torre e la pieve, in seguito alla distruzione dei Malatesta.

All’interno ingloba i resti del precedente duomo, edificato nel VII secolo: è una data importante, perché coincide con la proclamazione di Montefeltro (la futura San Leo) a civitas, nonché a sede di una nuova diocesi. Tra i resti più significativi vi sono quelli del ciborio (il baldacchino posizionato sopra l’altare maggiore dove sono custodite le ostie consacrate) di san Leone.

Curiosità: con il duomo di Pennabilli condivide lo status di cattedrale della diocesi di San Marino-Montefeltro. In pratica, due chiese di due comuni diversi si uniscono per formare una sola cattedrale.

Indirizzo: via Cavallotti, 25

Orari di apertura: tutti i giorni dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 19:00

Ingresso libero

Duomo di San Leo

6. Torre Civica

Una volta guadagnata l’uscita del duomo, incamminati in direzione della Torre Civica, distante poche decine di metri. Insieme alla fortezza medievale e alla pieve di Santa Maria Assunta, è l’emblema del borgo di San Leo. Te ne accorgi dopo una frazione di secondo, non appena la incontri lungo il tuo cammino, con la sua imponente stazza.

Sulla sua origine si sa poco o nulla. La tesi più accreditata è che sia stata costruita prima del duomo e non molto dopo la pieve, l’edificio religioso più antico della civitas Montefeltro. Per il resto, ciò che mi ha sorpreso di più è stata la sua posizione: sembra che formi un connubio perfetto con lo sperone di roccia su cui è appoggiata, sensazione che la rende ancora più affascinante ai miei occhi.

Il giorno in cui Chiara ed io siamo stati a San Leo la Torre Civica era chiusa: tornati a casa, ci siamo informati meglio e abbiamo scoperto che è aperta al pubblico soltanto durante le festività e per eventi importanti.

Indirizzo: via Pietro Toselli, 6

Orari di apertura: chiusa al pubblico, apre solo per festività ed eventi importanti

Per maggiori info: 0541 926967

Torre Civica di San Leo

7. Belvedere

Riprendi il cammino lasciandoti alle spalle la Torre Civica e il centro del borgo: la prossima meta che ti aspetta è il belvedere. Lo ammetto, sono di parte: amo profondamente la natura, oltretutto provo un debole per questa zona da quando l’ho conosciuta per la prima volta visitando Frontino, il salotto del Montefeltro.

Quindi, che te lo dico a fare? Lascio che a parlare stavolta siano soltanto le immagini, che reputo abbastanza eloquenti.

Belvedere di San Leo

8. Forte di San Leo

Bene, adesso che hai completato la visita al borgo puoi finalmente salire verso la rocca di San Leo. Per raggiungere la fortezza che sovrasta la cittadina medievale, dal belvedere torna indietro verso piazza Dante e da qui segui l’indicazione “Fortezza” fino a imboccare via Giacomo Leopardi, dove inizia la salita vera e propria. La strada è asfaltata, presenta un paio di tornanti e la pendenza è a tratti sì impegnativa ma non impossibile: dall’inizio della salita all’arrivo metti in conto una camminata di circa dieci minuti.

La struttura attuale della rocca si deve a Federico da Montefeltro: il duca di Urbino, uno dei personaggi più influenti del Rinascimento italiano, commissionò all’ingegnere senese Francesco di Giorgio Martini la ristrutturazione del forte per potenziare in modo esponenziale la difesa del principale centro del Montefeltro. Nel corso della sua esistenza, l’architetto-ingegnere toscano lavorò anche ad altri progetti, tra cui la Rocca Roveresca di Mondavio, il Castello di Frontone e il Palazzo Ducale di Gubbio, la più bella città medievale dell’Umbria.

Quando nel 1631 il ducato di Urbino passò allo Stato Pontificio, il forte di San Leo venne adattato a carcere. Ed è proprio grazie a uno dei suoi detenuti più illustri che oggi la rocca gode di una così grande popolarità. Il detenuto in questione è il conte di Cagliostro (molti storici hanno associato la sua figura a Giuseppe Balsamo): nel corso della sua esistenza si distinse come massone, mago e un finto alchimista. Condannato al carcere a vita dalla Chiesa cattolica per eresia, trascorse l’ultimo periodo della sua vita rinchiuso in una cella di tre metri per tre della fortezza di San Leo denominata il pozzetto: la leggenda vuole che pochi anni dopo la sua morte, alcuni mercenari polacchi ritrovarono lo scheletro di Cagliostro e si portarono via il teschio per impiegarlo come calice.

Indirizzo: via Giacomo Leopardi

Orario estivo di apertura: dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 18:45 (ultimo ingresso alle 18:00) / sabato, domenica e festivi dalle 10:00 alle 19:45 (ultimo ingresso alle 19:00)

Orario invernale di apertura: dal lunedì al venerdì dalle 10:30 alle 18:15 (ultimo ingresso alle 17:30) / sabato, domenica e festivi dalle 10:30 alle 19:15 (ultimo ingresso alle 18:30)

Prezzi biglietti: da 10,50 euro

Telefono: 0541 926967

Forte di San Leo

9. San Leo Festival

Se la storia del conte di Cagliostro ti ha lasciato un senso di smarrimento, sappi che oggi l’antica fortezza medievale è anche altro. In primis, è associata al San Leo Festival, l’evento annuale che porta in scena la grande musica nel cuore della Valmarecchia.

Nel corso dell’ultima edizione tenutasi nelle prime tre settimane di luglio, il calendario prevedeva numerosi concerti ed eventi esclusivi.

San Leo Festival
San Leo Festival | Foto tratta dalla pagina Facebook ufficiale del Festival

10. AlchimiAlchimie

L’altro evento da non perdere a San Leo si chiama AlchimiAlchimie ed è dedicato alla figura di Cagliostro. Di solito si svolge nei giorni 25 e 26 agosto: l’ultima non è una data casuale, dal momento che la morte del celebre (finto) alchimista ricade proprio in questo giorno.

Ancora una volta la fortezza è la protagonista assoluta: nel primo giorno viene organizzata al suo interno una cena di gala in onore di Cagliostro, nella data seguente invece il gran finale è affidato al tradizionale spettacolo piromusicale.

Nei dintorni di San Leo

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