Santuario di Campocavallo a Osimo: il prodigio della Madonna

Santuario di Campocavallo

Doveva essere una domenica come tante altre: pranzo dai genitori di Chiara e passeggiata al pomeriggio. Scegliamo di spostarci a Osimo, nei pressi della frazione Campocavallo, dove ci sono vari percorsi per camminare in mezzo al verde. Prima di arrivare leggiamo più volte il cartello recante il nome del santuario e, incuriositi, lo aggiungiamo come tappa successiva. Ed è così che il Santuario di Campocavallo si è trasformato nella sorpresa più bella di giornata.

Primo contatto con il Santuario di Campocavallo

Parcheggiamo nel giardino antistante l’edificio religioso e subito capiamo di essere di fronte a una costruzione importante, anche in rapporto alle dimensioni ridotte del centro abitato. Piccoli gruppi di frati francescani fanno avanti e indietro nel piazzale intorno alla chiesa, in preparazione dell’ultima messa domenicale. Un padre gioca con la propria bambina pochi metri più in là. Sembra quasi di tornare indietro nel tempo, quando la vita era scandita dai rintocchi di una campana.

Ingresso al Santuario di Campocavallo

Intanto arrivano i primi fedeli, segno che l’inizio della liturgia è vicino. Tocchiamo con mano la sacralità del Santuario di Campocavallo, osservando i gesti e i volti dei francescani. La piccola comunità osimana si stringe attorno alle possenti mura dell’edificio, custodi del prodigio della Beata Vergine Addolorata. Sono le 18:30: comincia la messa.

Facciata della chiesa del Santuario di Campocavallo
Particolare della facciata della chiesa del Santuario di Campocavallo

Il miracolo della Madonna di Campocavallo

Perché il Santuario della Beata Vergine Addolorata di Campocavallo a Osimo è uno dei luoghi spirituali simbolo delle Marche? Per capire la sua importanza dobbiamo fare un passo indietro. Corre l’anno 1892, nella piccola chiesa di Campocavallo si festeggia il Corpus Domini. All’improvviso, il dipinto della Madonna Addolorata posizionato sopra l’altare si riempie di tante piccole gocce. I fedeli sono testimoni del prodigio: la Madonna piange.

Neanche 24 ore dopo il miracolo si ripete. Stavolta la Vergine Addolorata muove gli occhi, spostando il suo sguardo sulla folla anziché rivolto al cielo. In breve tempo la notizia si diffonde in tutta Italia e negli altri Paesi, facendo così dirottare nella piccola frazione di Campocavallo gran parte dei pellegrini diretti a Loreto per la visita alla Santa Casa. Nel dicembre dello stesso anno, per far fronte all’incessante pellegrinaggio dei fedeli, viene posta la prima pietra del santuario.

Santuario di Campocavallo dall'esterno
Primo piano sul Santuario di Campocavallo dall'esterno

La Festa del Covo a Campocavallo

Collegata al prodigio della Madonna e alla storia del Santuario di Campocavallo, la Festa del Covo è un evento religioso che si celebra ogni anno la prima domenica di agosto. Nasce nel 1939, come segno di devozione della comunità nei confronti della Vergine. In quell’anno gli abitanti realizzano un’enorme corona con spine di grano, sfilando per le strade del paese.

Da allora, nonostante sia trascorso più di mezzo secolo, la tradizione della festa religiosa è ancora profondamente radicata tra i cittadini della frazione osimana. L’unica novità è data dalla sostituzione della corona, al cui posto c’è ora un santuario con spine di grano intrecciate. Qui sotto un breve video della sfilata che coinvolge tutta la popolazione di Campocavallo.

Cosa fare e vedere nei dintorni

Vicino al Santuario della Beata Vergine Addolorata di Campocavallo ti consigliamo di visitare Osimo, conosciuta con l’appellativo sinistro di città dei senza testa.

Da non perdere nelle vicinanze anche i borghi di Offagna e Camerano, famosi rispettivamente per le Feste Medievali e le grotte sotterranee.

Se sei invece alla ricerca di altri luoghi spirituali nella provincia di Ancona ti suggeriamo le seguenti letture:

Per qualsiasi dubbio o domanda sulla visita al Santuario di Campocavallo lascia pure un commento qui sotto, ti risponderò al più presto.

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