Scheggino è una portata di trota e tartufo al ristorante, una piazza di occasioni e sorrisi, un indovinello che scorre lento. Ma è anche una sorpresa a tre piani, un vecchio libro di fiabe, una ninna nanna appena accennata.

Chiara ed io avevamo tanta voglia di Valnerina, la valle attraversata dal fiume Nera che si estende dai Monti Sibillini nelle Marche fino all’alta valle del Velino, in provincia di Rieti. Così abbiamo deciso di visitare Scheggino, un incantevole borgo arroccato proprio sopra le acque del fiume Nera, a meno di un quarto d’ora di macchina da Spoleto e a circa venti minuti dalle cascate delle Marmore.

Per fortuna siamo arrivati all’ora di pranzo, giusto in tempo per trovare un tavolo libero al Borgo 209, un ristorante che con il suo menu ci ha raccontato Scheggino meglio di qualunque altra guida cartacea. Gli ingredienti principali? Trota, tartufo e tradizione.

Lascia ora che ti mostri che cosa vedere a Scheggino.

Borgo medievale di Scheggino

1. L’antico borgo in pietra

Il centro antico di Scheggino è raccolto in un nutrito gruppo di piccole case in pietra, molte delle quali vanno a comporre l’albergo diffuso Torre del Nera, un progetto lungimirante che si nutre dell’anima medievale del paese per restituirgli un presente più sereno e un futuro tutto nuovo.

Man mano che si sale in alto, tra viuzze colorate e finestre comunicanti, si raggiunge il corpo centrale dell’albergo costituito da altre camere e appartamenti. Da qui inizia anche un ripido sentiero che conduce alla rocca, la fortezza difensiva che domina dall’alto il borgo.

Borgo storico di Scheggino

2. Chiesa di San Nicola

Il monumento più riconoscibile del nucleo storico di Scheggino, la cui architettura è in perfetta armonia con gli altri edifici più vicini. Le origini della chiesa di San Nicola risalgono al XII secolo, quando la piccola comunità della Valnerina iniziava a prendere vita tra le mura della fortezza.

Al suo interno spiccano i due affreschi realizzati dal pittore spagnolo Giovanni di Pietro (soprannominato Lo Spagna, allievo del Perugino) e quello dell’Incoronazione dell’Assunta. Tutti e tre sono ospitati nell’abside, cioè la parte che si sviluppa dietro l’altare.

Da sapere: l’affresco dell’Incoronazione dell’Assunta aiuta a capire meglio lo stretto rapporto tra Scheggino e Spoleto, che affonda le sue origini nel XII secolo, quando il Ducato di Spoleto costruì il castello di Scheggino come suo avamposto difensivo. Ma cosa c’entra l’Incoronazione dell’Assunta in tutto questo? L’affresco custodito dentro la chiesa di San Nicola ritrae la stessa scena dell’omonimo dipinto presente nel duomo di Spoleto: la tesi più condivisa dagli storici è che l’Incoronazione dell’Assunta a Scheggino non sia altro che un omaggio alla città di Spoleto.

Chiesa di San Nicola a Scheggino

3. Fonti di Valcasana

Una volta conclusa la visita del borgo antico, la sorpresa più bella la regala il parco di Valcasana, un ampio giardino che si estende al di là della porta nord del paese. Le fonti d’acqua cristallina sono il pezzo forte di questa grande area verde, che all’inizio rimane quasi nascosta, per poi rivelarsi in tutto il suo splendore.

Il colore limpido delle fonti di Valcasana deriva dalle stesse sorgenti d’acqua usate da tempo immemore per l’allevamento delle trote, le stesse che impreziosiscono i menu dei ristoranti locali. E a proposito di cibo, Chiara consiglia di ordinare i paccheri con trota e crema di melanzane, o in alternativa i gnocchetti con trota, pachino e granella di pistacchi.

Tip: per raggiungere il parco esci dalla porta Valcasana – quella a nord del paese – e prosegui lungo un viale alberato, dove nel weekend i commercianti del posto allestiscono un vivace mercatino locale.

Fonti di Valcasana

4. Piazza centrale Scheggino

Lo stesso mercatino illumina anche la piazza principale di Scheggino, ma non è l’unico motivo per fermarsi qui. C’è infatti una seconda ragione più che valida per passeggiare nell’ampio piazzale situato nei pressi del parcheggio.

Quale? La migliore vista possibile sul borgo di Scheggino, una postazione ideale per ritrarre il gioiello della Valnerina insieme a quel che resta della fortezza originaria e la caratteristica torre con l’orologio. Ai lati della piazza ci sono i tavoli del Borgo 209, il ristorante dove Chiara ed io abbiamo assaggiato dei primi piatti fantastici a base di trota, uno dei simboli della tradizione culinaria del territorio.

Borgo di Scheggino in Valnerina

5. Museo del Tartufo Urbani

Insieme alla trota esiste un altro ingrediente che rende Scheggino un luogo diverso rispetto agli altri paesi della vallata: il tartufo. La famiglia Urbani, che da sei generazioni si dedica al pregiato fungo ipogeo, rappresenta il comune umbro nel resto d’Italia e nel mondo con i suoi prodotti.

Per toccare con mano, o meglio assaggiare, il diamante nero della Valnerina, non c’è luogo migliore del Museo del Tartufo Urbani: l’edificio sorge in piazza Carlo Urbani, a pochi passi dalla piazza principale del paese.

Tip: l’ingresso è gratuito. Dal 1° giugno al 31 ottobre il museo è aperto dalle 10 alle 13 e dalle 15:30 alle 20, anche nei giorni festivi.

Museo del Tartufo Urbani

Crediti: Foto della pagina Facebook Urbani Tartufi

Conclusioni

E con questo è davvero tutto, il nostro approfondimento su cosa visitare a Scheggino termina qui: per qualsiasi dubbio o domanda lascia pure un commento qui sotto, ti risponderò il prima possibile.

Prima di andare ti invito a scoprire anche Vallo di Nera, uno dei borghi più belli d’Italia, che da qui dista nemmeno dieci minuti d’auto.

Da non perdere anche le meravigliose fonti del Clitunno.