Arrivarci non è proprio semplicissimo, ma la pace che si respira qui intorno calma anche i bollenti spiriti. L’eremo di Santa Maria di Valdisasso, ritenuto la culla del francescanesimo nelle Marche, sorge a un paio di km dalla località Valleremita, frazione del comune di Fabriano. Nella sua storia ultramillenaria ha ospitato ben quattro santi, tra cui lo stesso San Francesco, che in occasione del primo viaggio nella Marca di Ancona ebbe modo di instaurare uno stretto legame con il territorio. Ancora oggi l’eremo è abitato da una comunità di Frati Minori, determinanti insieme alla Regione Marche nel recupero del complesso religioso tra il 2012 e il 2014.

La storia dell’eremo di Santa Maria di Valdisasso

In origine, quello che tutti conoscono ora come l’eremo di Santa Maria di Valdisasso era in realtà il castello feudale della famiglia Sassi. Successivamente diventò un monastero benedettino femminile, in virtù della donazione fatta alle religiose del luogo da parte di Alberto, l’ultimo discendente dei Sassi.

La loro permanenza nel monastero non durò però a lungo: infatti, a causa dei ripetuti assalti subiti dalle bande di criminali dell’epoca, lasciarono l’edificio nei primi anni del Trecento, conservandone comunque la proprietà.

Nel frattempo, l’eremo di Valdisasso era stato raggiunto da San Francesco per ben due volte. La prima nel 1209, la seconda pochi anni più tardi, nel 1215. Il santo patrono d’Italia lasciò traccia del suo passaggio alla Romita, il nome volgare dell’eremo, perfino con un miracolo. Secondo la tradizione popolare, dopo essersi perso per raggiungere il monastero, Francesco ringraziò il contadino che si era offerto ad accompagnarlo facendogli trovare al suo ritorno il terreno arato e i buoi riposati.

Era quasi inevitabile che il suo viaggio diventasse negli anni a venire fonte d’ispirazione per gli altri religiosi francescani. Quest’ultimi, consapevoli delle difficoltà attraversate in quel periodo dalle proprietarie del monastero benedettino, cominciarono a chiedere la proprietà dell’edificio, ricevendo però in cambio una risposta negativa da parte del legato pontificio.

La situazione si sbloccò soltanto nel 1405, quando il vescovo di Camerino soppresse il monastero. Poco dopo Chiavello Chiavelli, l’allora signore di Fabriano, acquistò l’ex edificio religioso, per poi donarlo ai Minori Osservanti. Anno dopo anno l’eremo di Santa Maria di Valdisasso acquisì sempre più rilevanza all’interno del territorio, diventando il convento di maggiore importanza in tutte le Marche.

Non a caso qui hanno dimorato San Bernardino da Siena, San Giovanni da Capestrano e San Giacomo della Marca, tutti e tre nel XV secolo. Il periodo più difficile per la struttura francescana arrivò invece quattro secoli più tardi, agli inizi dell’Ottocento, quando a seguito delle soppressioni napoleoniche ci fu lo scioglimento di congregazioni e ordini religiosi.

I Frati Minori tornarono in possesso dell’edificio soltanto negli anni Sessanta del secolo scorso. E così, dopo un’assenza di oltre 100 anni, potevano dunque dire di essere tornati a casa, in quella che loro sono soliti chiamare La Porziuncola delle Marche, con un evidente richiamo alla Porziuncola di Assisi.

Alcune informazioni utili su come arrivare

Per arrivare all’eremo di Valdisasso bisogna uscire a Fabriano Ovest e raggiungere il piccolo abitato di Valleremita. Alla fine del paese c’è poi un cartello giallo che riporta le indicazioni per il complesso religioso: da qui si prosegue, per circa 2 km, su una strada sterrata piuttosto stretta e dissestata.

Come ti dicevo all’inizio, arrivare qui con l’auto non è proprio agevole, anzi. Per esperienza personale ti suggerisco di procedere a passo d’uomo, soprattutto nei due tornanti che incontrerai lungo lo sterrato. A un certo punto, poco prima dell’eremo, attraverserai un tratto di strada occupato per metà da dei massi franati dalla montagna: anche qui, procedi con cautela, mi raccomando.

Quando arrivi lascia pure l’auto parcheggiata a ridosso del bosco che si estende a ridosso dell’edificio. I posti a disposizione non sono tanti, non dovresti comunque incontrare difficoltà a trovarne uno, date anche le condizioni dello sterrato che inizia da Valleremita.

Cosa vedere vicino all’eremo di Santa Maria di Valdisasso