L’escursione da Passo Sella al Rifugio Friedrich August è una delle più semplici da fare tra la Val Gardena e la Val di Fassa, circondati dal Sassolungo, il Gruppo del Sella e la Marmolada. Si cammina su un’ampia forestale, con all’andata un lungo tratto in salita che mette a dura prova il fiato delle persone meno allenate. Al termine dell’ascesa, però, il rifugio è ormai vicinissimo, e con lui anche gli yak.

Per arrivare al Rifugio Friedrich August dal punto di partenza del Passo Sella si impiegano circa 50 minuti, la maggior parte dei quali in salita, per un dislivello finale di 147 metri.

Chiara ed io, nello stesso giorno, abbiamo completato anche il trekking fino al Rifugio Comici. Volendo comunque, dal Rifugio Friedrich August puoi proseguire in direzione del Rifugio Sandro Pertini prima e il Rifugio Sassopiatto poi, seguendo l’itinerario del sentiero Federico Augusto (Friedrich August Weg).

Prima che ti racconti la nostra esperienza, ecco i dati principali da ricordare:

  • Partenza: Passo Sella / Telecabina Sassolungo (2.153 m)
  • Arrivo: Rifugio Friedrich August (2.300 m)
  • Durata: 50 minuti
  • Dislivello: 147 metri
  • Difficoltà: facile

Partenza dalla telecabina Sassolungo del Passo Sella

L’inizio dell’escursione è nei pressi della telecabina Sassolungo (2.153 m), poche centinaia di metri dopo il valico del Passo Sella. Da qui segui il segnavia Sentiero Friedrich August, lo stesso che vedi nella foto che segue.

Per quanto riguarda il parcheggio, puoi lasciare l’auto in una delle numerose aree a pagamento presenti nelle immediate vicinanze della telecabina Sassolungo. Noi abbiamo trovato posto presso il parcheggio a pagamento del locale In Sella, che rimane praticamente di fronte alla telecabina e all’Hotel Passo Sella Dolomiti.

💡 Il nostro parcheggio prevedeva una tariffa oraria, non giornaliera, con la cassa per il pagamento posizionata dietro il locale. Se pensi di rimanere per molte ore, la soluzione migliore è parcheggiare al Rifugio Passo Sella, che propone appunto una tariffa giornaliera.

Rifugio Valentini e Rifugio Salei, tappe intermedie

Dal punto di partenza, il sentiero prende subito quota in direzione del Rifugio Valentini (2.218 m), che si raggiunge in circa 5 minuti. Sempre in leggera ascesa si conquista la seconda tappa intermedia del percorso, vale a dire il Rifugio Salei (2.225 m).

È qui che incontri i primi simpatici yak: Chiara, da amante degli animali qual è, non ha saputo resistere, dimenticandosi per 5-10 minuti la maestosità del Sassolungo e Sassopiatto proprio sopra di lei (e anche qualcos’altro, ma di questo non posso parlare pena l’abbandono istantaneo).

La salita che ricongiunge al sentiero Friedrich August

Ora, subito dopo superato il Rifugio Salei, inizia la vera salita che conduce al sentiero Friedrich August. Come ti dicevo, questa lunga ascesa è il tratto di percorso più difficile da affrontare, con un dislivello medio intorno ai 100 metri.

Se non hai l’abitudine di affrontare trekking in alta quota, procedi con il tuo passo senza voler strafare, magari facendo una piccola pausa di tanto in tanto lungo la salita. Chiara, che di certo non è l’icona di una donna sportiva, oltre a fermarsi ogni due per tre, ha iniziato a fare paragoni con altre escursioni precedenti, negando con forza che il dislivello finale potesse essere inferiore ai 150 metri.

Purtroppo per lei, però, scripta manent (una delle poche frasi latine che ricordo dal liceo).

Tornando a noi, per completare la salita metti in conto una mezz’ora abbondante, pause per riprendere fiato incluse. Ad accoglierti al termine dell’ascesa c’è il cartello del Sentiero Friedrich August, insieme all’emblema dello yak, lo stesso che troverai in tante altre baite della zona.

💡 Di fronte a te anche la stazione a monte del Col Rodella, da dove puoi ammirare un panorama eccezionale. C’è solo un problema: per raggiungerla c’è da fare un’altra salita impegnativa, non proprio il massimo dopo quella appena affrontata, pur sapendo che la fatica supplementare viene poi ampiamente ripagata.

Al Rifugio Friedrich August

Stavolta Chiara ed io passiamo, e tiriamo dritto in direzione del Rifugio Friedrich August (2.300 m), meta finale della nostra escursione. Per fortuna l’ultimo tratto è in leggera discesa, e lo si completa in meno di 5 minuti.

Cosa dire poi del benvenuto del rifugio, se non che lascia a bocca spalancata: si passa infatti da una lunga schiera di bomboloni farciti ai cani in festa sopra i tetti, anche se i veri protagonisti sono i dolcissimi yak, che scorrazzano liberi sui prati intorno.

Merita una menzione speciale anche l’interno della baita, capace di distinguersi rispetto a tante altre strutture simili per classe e gusto. Personalmente non ho mai soggiornato in un rifugio di alta montagna, ma dopo aver visto quello del Friedrich August (ti invito a guardare le loro foto su Instagram) non ti nascondo che la tentazione è forte.

💡 Prima di tornare indietro, o proseguire avanti in direzione del Rifugio Pertini (2.300 m) lungo il sentiero Friedrich August, rilassati su uno dei lettini messi a disposizione dalla struttura e contempla il panorama intorno a te, con in mano uno squisito bombolone alla crema.

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